Si possono raccontare storie anche indossando un abito. Lo sanno bene le star di Flushing Meadows: la rappresentazione di Osaka, Kostyuk e Sabalenka attraverso i loro outfit
La passerella fashion allo US Open diventa uno storytelling. Le mise iconiche « raccontano » sempre più parte della « storia » dei protagonisti in campo, e non solo; assistiamo così ad una moda « autobiografica » o comunque celebrativa, di se stessi o di altre figure simbolo dello sport.
L’essenza di Naomi tra tennis, NBA e business woman
A New York Naomi Osaka fa il tris. All’esordio del torneo, nel primo turno contro Zacharova (battuta con un doppio 7-6), la quattro volte campionessa Slam sceglie di rendere onore al grande cestista Allen Iverson. La linea della Nike per lo US Open 2026 si ispira al basket e così Naomi non ha avuto dubbi: Iverson per lei « è un pioniere » nella capacità di parlare dello sport e di sé.
Ed ecco che la giapponese sembra la versione femminile dell’ex stella dei Sixers di Philadelphia: la chioma scolpita con fitte treccine sulla nuca e cadenti sulla spalle, la stessa fascia per capelli rosso-nera e le gomitiere della stessa tinta. Anche la lunga felpa grigia smanicata, per il suo ingresso in campo (che si adagia a mo’ di soprabito lungo il fianco sinistro), ricorda le felpe utilizzate dai giocatori di basket, con tanto di ampio cappuccio. Il capo è stato creato da Who Decides War, brand statunitense specializzato nello streetwear, con capi spesso audaci e anticonvenzionali. Lo scopo della felpa-mantello, oltre ad evocare lo stile NBA, è quello di raccontare la campionessa Osaka. Con immagini raffiguranti ritagli di giornale sulla carriera della stessa Naomi, la giapponese ha infatti voluto portare in campo la narrazione che la stampa ha costruito su di lei nel corso degli anni. Non solo. Sotto la « maxifelpa » un’ampia gonna bianca di tulle spezza totalmente l’effetto « street », conferendo alla mise un tocco di romanticismo. Un modello dal significato forte, certo, ma la cui estetica, però, ci fa storcere un po’ il naso.
Quando si gioca, la rivelazione. Via la « felpa-soprabito », la gonna di tulle e voilà: Osaka mostra tutto il suo carisma svelando un completino Nike total black, con canotta larga e alquanto corta, in stile basketball, ovviamente (con bordi bianchi sulle spalline) e una gonna ampia, svasata e leggera, dal tessuto più lucido rispetto a quello della canotta, sotto la quale spunta un volant bianco a mo’ di reticolato, che ricorda la rete del canestro. Un completino che sposa il basket con il tennis, insomma, scuro e psichedelico al tempo stesso.
Per il match di secondo turno contro Siniakova (superata in tre set), Naomi cambia stile. Il completino da gioco Nike è lo stesso del primo ma di una tinta ghiaccio-argento e dal tessuto brillante, quindi dall’effetto più algido ma molto elegante. La grande differenza sta nella tenuta per l’ingresso in campo: una sorta di trench total white, leggero, delicato, sulla quale è stato ricamato qua e là il logo di due racchette incrociate (in stile Wimbledon, per intenderci) e arricchito da fasce morbide. Il modello è stato disegnato apposta per lei da Thom Browne, lo stilista che aveva creato un abito simile per Zendaya, in occasione di una presentazione del film Challenger, due anni fa. Il modello indossato dall’attrice era un abito smanicato e accollato, anch’esso interamente bianco, con una gonna lunga con spacco, leggera e, a tratti, dal tessuto a rete, ad evocare la rete del campo da tennis. Sul corpetto, il logo di due racchette incrociate ricamato qua e là.
Il soprabito della Osaka è composto inoltre da una lunga gonna bianca, morbida, aperta sul davanti e con strascico, anch’esso arricchito da nastri orizzontali. Una combinazione davvero raffinata, che sarebbe perfetta per i sacri prati inglesi.
Infine, la terza scelta. Per il terzo turno contro la Mertens (un’altra vittoria al terzo set), l’ex n. 1 del mondo opta per uno stile casual da business woman. Con un incedere da modella professionista, Naomi sfoggia una giacca grigia Nike dal duplice stile: un blazer in Principe di Galles nella parte anteriore e posteriore le cui maniche, però, sono quelle di una comune felpa sportiva. E, per finire, un ampio cappuccio adagiato sulla schiena. Il tutto abbinato a pantaloni molto larghi, anch’essi grigi, in uno stile ibrido tra ufficio e palestra. In fondo, Naomi è un po’ tutto questo: la star del tennis diventata abile anche negli affari, con il basket nel cuore.
Kostyuk, il potere della grazia
Carismatica più che mai, Marta Kostyuk, nel suo bellissimo abito rosso della Wilson. L’outfit appartiene alla nuova collezione « Court Classic », creata dal celebre brand americano per soddisfare esigenze di estetica e comodità, coniugando lo stile iconico del tennis del passato, estetica contemporanea e tecnologie altamente performanti. Si tratta di un vestitino dal colore rosso acceso, costituito da una canotta aderente e una gonna ampia, vaporosa e a pieghe larghe. Il top, nella parte posteriore, lascia scoperta parte della schiena e presenta un incrocio delle spalline all’altezza delle scapole. La gonna, dicevamo, è ampia, di un tessuto soffice e delicato; è leggermente plissettata con un bordo bianco nella parte inferiore. La linea e la stoffa vaporosa della gonna conferiscono un’eleganza vintage al modello il quale, nel contempo, è estremamente attuale e simboleggia la grande personalità della n. 11 del mondo. Si tratta infatti di un abito estremamente grintoso, che racconta il fuoco sacro della campionessa ucraina per il tennis, ma anche tutta la passione di Marta nel supportare il proprio paese e il proprio popolo in questi anni di doloroso conflitto.
Aryna, le gemme nella rete
Molto minimal l’outfit newyorkese di Aryna Sabalenka. La n. 1 del mondo, infatti, indossa un miniabito smanicato monocolore e leggero, dal tessuto a rete e con le maglie assai fitte, dal quale si intravede un semplice top corto nella parte superiore e gli shorts aderenti nella parte inferiore, entrambi della stessa tinta del vestitino. Per i match della sessione diurna, la tinta scelta da Sabalenka è un rosso aranciato, molto acceso; per le sfide serali, invece, largo al total black. Ci piace? Non molto. Aryna potrebbe fare di meglio. Forse perché ha fatto il botto con gli accessori. A Flushing Meadows, infatti, quest’anno, la campionessa bielorussa sfoggia ad ogni partita nientemeno che una parure (collier, orecchini e bracciale) con 127 carati di pietre preziose multicolore come zaffiri, tormaline e tanzaniti, incastonate su oro rosa. Si tratta della nuova linea creata apposta per Sabalenka dalla maison di New York Material Good (di cui la campionessa è brand ambassador) in occasione dell’edizione 2026 del major americano. Forse un po’ too much per giocare a tennis. « È il mio modo di esprimermi » ha ammesso Sabalenka… Sì, Aryna è così, luminosa, un vulcano di energia e passione, dentro e fuori dal campo. E, in fondo, noi l’amiamo anche per questo.
