Gauff racconta la fiducia infinita di papà Corey: “Per lui potrei battere anche Alcaraz”

Nel giorno del 55° compleanno del padre Corey, Coco Gauff non aveva alcuna intenzione di perdere.

La statunitense lo ha ammesso dopo la rimonta contro Liudmila Samsonova, battuta 2-6 6-4 6-1 a Cincinnati: sapere che suo padre stava seguendo la partita da casa in Florida le ha dato una motivazione ulteriore.

Durante l’intervista in campo, Gauff ha poi raccontato con il sorriso quanto sia sconfinata la fiducia che Corey ha sempre avuto nelle sue possibilità.

“Se dipendesse da mio padre direbbe che posso battere chiunque, anche se dall’altra parte della rete ci fosse Carlos Alcaraz”, ha scherzato Coco.

Gauff ha ricordato che è stato proprio il padre ad avvicinarla al tennis e soprattutto a trasmetterle la convinzione di poter competere ai massimi livelli.

La statunitense ha quindi rivolto anche un messaggio agli altri genitori del tennis, invitandoli a sostenere i figli senza trasformare lo sport in una fonte di pressione e ricordando che Corey le ha sempre detto che il divertimento deve venire prima di tutto.

Alcaraz forse non sarà ancora preoccupato, ma per papà Corey Gauff non esistono avversari impossibili.

Keys scambiata continuamente per Pegula: “Ormai quando passo urlo: non sono Jess!”

Essere una delle giocatrici più conosciute del circuito non mette necessariamente al riparo dagli scambi di persona. Lo sa bene Madison Keys, che a Cincinnati ha raccontato un curioso problema diventato ormai quasi quotidiano: moltissime persone continuano a confonderla con Jessica Pegula.

La situazione è diventata così frequente che Keys ha trovato una soluzione preventiva.

“Siamo arrivati al punto che quando passo comincio semplicemente a urlare: ‘Non sono Jess!’. È davvero così grave. Succede continuamente. Mi chiamano Jess più spesso di quanto mi chiamino Madison”, ha raccontato con il sorriso a Tennis Channel.

L’episodio non è nemmeno nuovo. Pochi giorni prima, al Canadian Open, Keys si era presentata in sala stampa trovando davanti alla propria postazione un cartellino con scritto proprio Jessica Pegula.

Anche in quell’occasione aveva reagito con ironia, chiedendosi se non fosse meglio lasciare il cartello al suo posto per confondere ulteriormente tutti.

Keys e Pegula sono peraltro grandi amiche e condividono anche il podcast The Player’s Box, quindi l’equivoco è diventato ormai una sorta di tormentone.

Se il problema continuerà, a Madison potrebbe non restare che presentarsi sui campi di Cincinnati con un cartello: “Sono Keys, non Pegula”.

Sabalenka scopre un nuovo problema: alcuni bambini la conoscono per TikTok, non per il tennis

Essere numero uno del mondo non significa necessariamente essere riconosciuta innanzitutto per ciò che si fa con la racchetta. Aryna Sabalenka lo ha scoperto grazie ai suoi tifosi più giovani.

La bielorussa ha raccontato a Tennis Channel che alcuni bambini le corrono incontro entusiasti non per parlare dei suoi titoli o delle sue partite, ma semplicemente perché seguono i suoi video su TikTok.

“Credo che i bambini mi amino semplicemente per i miei TikTok. Corrono verso di me dicendo: ‘Adoro i tuoi TikTok’. E io rispondo: ‘Sapete che gioco a tennis?’. E loro: ‘Possiamo fare un TikTok?’”, ha raccontato Sabalenka.

La numero uno del mondo ha però spiegato che questa presenza sui social è tutt’altro che casuale. Uno degli obiettivi è proprio creare un legame con le generazioni più giovani e magari convincerle ad avvicinarsi al tennis.

Alcuni giovani tifosi, infatti, non si limitano a guardare i suoi video: Sabalenka ha raccontato di aver visto bambini imitare persino i suoi esercizi di allenamento.

Per lei è forse il risultato più bello della sua attività sui social: diventare un modello anche per chi magari ha conosciuto prima la creator di TikTok e soltanto dopo la campionessa di tennis.

Prima il TikTok, poi i titoli Slam: per alcuni giovanissimi tifosi di Sabalenka l’ordine sembra essere proprio questo.

Fritz distrugge la racchetta dopo appena quattro minuti: “A volte devi semplicemente romperla”

Sono bastati appena quattro minuti per vedere Taylor Fritz perdere completamente la pazienza al Masters 1000 di Cincinnati.

Nel match contro Alex Michelsen, lo statunitense è stato brekkato nel proprio primo turno di servizio e ha immediatamente reagito scaraventando la racchetta a terra fino a distruggerla. Una reazione decisamente sorprendente considerando che la partita era appena cominciata.

Fritz ha poi spiegato di essere rimasto particolarmente infastidito dal modo in cui aveva giocato quel primo game: pochissime prime di servizio in campo, un doppio fallo e condizioni complicate tra vento, caldo e umidità.

“Mi ha frustrato davvero tanto. A volte devi semplicemente romperla. Mi ha aiutato a superare il momento”, ha raccontato dopo la partita.

Curiosamente, la terapia d’urto ha funzionato.

Dopo aver perso quel primo turno di battuta, Fritz non è più stato brekkato per tutta la partita, ha immediatamente recuperato lo svantaggio e ha finito per battere Michelsen 6-3 6-4.

Una racchetta sacrificata dopo quattro minuti, ma almeno per Fritz il conto finale è stato positivo.