L’ex numero 9 del mondo è stato fra i protagonisti della giornata inaugurale del Festival dello Sport di Trento organizzato dalla Gazzetta dello Sport
Non si può certo affermare che Fabio Fognini abbia avuto una carriera banale. Il ligure non è mai passato inosservato, nel bene e nel male, trascinando il movimento azzurro per parecchi anni e fungendo da apripista per i campioni che impreziosiscono il nostro movimento in questa fase storica. L’ex numero 9 del mondo – ritiratosi nel 2025 dopo la strepitosa prestazione contro Carlos Alcaraz a Wimbledon – si è raccontato a Gianni Valenti in occasione della prima giornata del Festival dello Sport di Trento organizzato dalla Gazzetta dello Sport.
Durante la conversazione, il taggiasco ha parlato anche dei fenomeni di oggi: “Ci sono due giocatori nettamente sopra a tutti gli altri, vale a dire Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Di Jannik ammiro la dedizione, di Carlitos mi piace il talento. Il tennista che ha più chance di avvicinarsi a loro in ottica futura è Lorenzo Musetti, che ha ancora margini di miglioramento notevoli. Il suo problema è che ha tante soluzioni in campo e a volte ciò gli si ripercuote contro. Il miglior servizio è quello di Sascha Zverev. Il miglior dritto se lo contendono Alcaraz e Sinner, ma anche Matteo Berrettini quando sta bene è devastante. Per quanto riguarda il gioco a rete, il tocco più sopraffino ce l’hanno Alcaraz e Dimitrov.”
Fabio è poi tornato sulla decisione di ritirarsi: “Negli ultimi cinque anni della mia carriera, ho subito tanti infortuni e il mio ranking è sceso drasticamente. Ero molto combattuto, non sapevo bene cosa fare. Dopo la sconfitta contro Alcaraz al primo turno di Wimbledon, mi sono preso una settimana per riflettere a casa mia ad Arma di Taggia. Lì ho capito che era il momento ideale per salutare il circuito e iniziare un nuovo capitolo della mia vita.”
