Flavio Cobolli vuole dare continuità alla straordinaria crescita mostrata negli ultimi mesi. Dopo la finale raggiunta al Roland Garros e il secondo quarto di finale consecutivo a Wimbledon, il ventiquattrenne romano si presenta al Masters 1000 di Montreal con una nuova consapevolezza e con l’ambizione di competere per i titoli più importanti.
L’ingresso nella Top 10 ha modificato prospettive e aspettative dell’azzurro, numero 9 del ranking ATP e quarto nella Race verso Torino con 3.020 punti. Prima dell’esordio nel torneo canadese, Cobolli ha parlato del proprio salto di qualità, dell’importanza della fidanzata Matilde Galli nel suo equilibrio personale e del grande obiettivo per la seconda parte della stagione: qualificarsi alle ATP Finals.
Dalla battuta di Monaco al ruolo della fidanzata
La presenza di Matilde era diventata oggetto di una divertente battuta dopo la finale persa da Cobolli contro Ben Shelton a Monaco di Baviera. Durante la premiazione, l’italiano aveva scherzato con la fidanzata, invitandola a rimanere a casa in occasione della finale successiva dopo che la sua presenza non gli aveva portato fortuna.
Dietro l’ironia, però, esiste un rapporto che Cobolli considera fondamentale per la propria crescita. L’azzurro ha voluto chiarire quanto la vicinanza della compagna abbia inciso sul suo benessere durante le lunghe trasferte del circuito.
«La mia fidanzata mi aiuta moltissimo. Credo di essere migliorato sotto ogni aspetto grazie al suo sostegno. Mi fa stare bene quando sono lontano da casa e il fatto che abbia viaggiato più spesso con me è stato determinante per questo cambiamento», ha spiegato.
La vita di un tennista professionista comporta settimane trascorse lontano dagli affetti, continui cambi di fuso orario e pochissimo tempo per recuperare mentalmente. Per Cobolli, poter condividere una parte maggiore delle trasferte con Matilde ha contribuito a rendere più serena la quotidianità nel circuito.
«Adesso sono molto più a mio agio con me stesso»
Il cambiamento non riguarda soltanto la presenza della fidanzata. Cobolli ritiene di aver raggiunto una maturità che gli consente di gestire meglio anche gli inevitabili momenti di solitudine durante la stagione.
«Adesso sono molto più a mio agio con me stesso. Sento di riuscire a godermi la vita nel circuito. Ho anche imparato a stare da solo in alcuni momenti, senza dipendere costantemente dagli altri», ha raccontato.
Questa nuova serenità si riflette anche sul campo. Cobolli appare più capace di gestire la tensione, accettare i momenti negativi e rimanere concentrato sul proprio piano di gioco. L’energia è sempre stata uno dei suoi tratti più riconoscibili, ma oggi viene accompagnata da una maggiore lucidità nelle situazioni decisive.
Il percorso compiuto al Roland Garros ne ha rappresentato la dimostrazione più evidente. L’italiano ha raggiunto la prima finale Slam della carriera, arrendendosi soltanto al quinto set ad Alexander Zverev. Poche settimane più tardi ha confermato la propria competitività sull’erba, arrivando nuovamente tra i migliori otto a Wimbledon.
La Top 10 come punto di partenza
L’ingresso tra i primi dieci giocatori del mondo ha permesso a Cobolli di realizzare uno dei grandi sogni coltivati fin dall’inizio della carriera. L’azzurro, però, non considera il traguardo raggiunto come un punto di arrivo.
«Essere nella Top 10 era uno dei miei sogni più grandi. Averlo realizzato deve rappresentare un trampolino di lancio. Sto cambiando molte cose, sia dal punto di vista mentale sia da quello tennistico», ha affermato.
«Sono un giocatore diverso e tutto questo deve aiutarmi durante il resto della carriera, permettendomi di continuare a migliorare e di credere maggiormente in me stesso».
La classifica ha inevitabilmente modificato anche il modo in cui viene considerato dagli avversari. Cobolli non è più soltanto un giocatore pericoloso e capace di sorprendere, ma una delle principali teste di serie nei grandi tornei e un possibile candidato a raggiungere le fasi decisive.
Montreal come nuova opportunità
Il Masters 1000 di Montreal rappresenta un’occasione importante per misurare le ambizioni dell’italiano sul cemento nordamericano. Le assenze di alcuni grandi protagonisti rendono il tabellone particolarmente aperto, anche se la presenza di giocatori come Alexander Zverev, Félix Auger-Aliassime, Alex de Minaur e Daniil Medvedev garantisce comunque un livello molto elevato.
Cobolli è la sesta testa di serie e può legittimamente puntare a un percorso importante. Dopo i risultati ottenuti sulla terra battuta e sull’erba, il prossimo passo sarà dimostrare di poter mantenere lo stesso rendimento anche sul cemento.
La capacità di adattarsi alle differenti superfici sarà fondamentale per trasformare l’ingresso nella Top 10 in una presenza stabile ai vertici del tennis mondiale. Montreal, Cincinnati e soprattutto lo US Open metteranno in palio molti punti e potranno incidere significativamente sulla corsa alle Finals.
Le ATP Finals di Torino sono il grande obiettivo
Cobolli non nasconde quale sia la principale ambizione per la parte conclusiva della stagione. Il romano vuole qualificarsi per la prima volta alle ATP Finals di Torino, il torneo riservato agli otto migliori giocatori dell’anno.
«Disputare le ATP Finals di Torino è il grande obiettivo di questa stagione. È un sogno che spero di riuscire a realizzare e stiamo lavorando per raggiungerlo», ha dichiarato.
La posizione nella Race è estremamente favorevole: Cobolli occupa il quarto posto alle spalle di Jannik Sinner, Alexander Zverev e Carlos Alcaraz. Il vantaggio costruito nella prima parte dell’anno gli consente di essere pienamente padrone del proprio destino, ma il calendario propone ancora numerosi tornei e molti punti da assegnare.
L’azzurro è consapevole che pensare continuamente alla classifica potrebbe diventare controproducente. Per questo vuole mantenere l’attenzione sul lavoro quotidiano e sui singoli incontri.
«Non deve diventare un’ossessione né togliermi energie quando gioco. La stagione è molto lunga e ho ancora bisogno di ottenere molti risultati importanti per raggiungere questo obiettivo», ha precisato.
Una nuova dimensione per Cobolli
I prossimi mesi serviranno a capire fino a dove possa spingersi la crescita di Cobolli. La finale del Roland Garros ha dimostrato che l’italiano può competere per un titolo del Grande Slam, mentre la continuità mostrata a Wimbledon ha confermato che il risultato di Parigi non è stato un episodio isolato.
La maggiore serenità personale, la fiducia accumulata nei grandi tornei e il sostegno delle persone più vicine hanno contribuito a costruire un giocatore più maturo e consapevole.
Cobolli non vuole accontentarsi della Top 10: Montreal apre una seconda parte di stagione nella quale l’azzurro cercherà di consolidare il proprio posto tra i migliori, inseguire un titolo ancora più prestigioso e trasformare il sogno delle ATP Finals di Torino in realtà.
