“Chi parlerà adesso?”. Un messaggio assai polemico quello scritto da Arthur Fils subito il dopo il successo più importante in carriera, al Masters 1000 di Cincinnati, sulla lavagna di TennisTv appena dopo il match point. È il segno di una urgenza, di qualcosa che covava dentro di lui e che ha trovato uno sfogo immediato dopo aver stretto la mano a Tiafoe, battuto in tre set sul centrale del settimo “mille” stagionale, risultato che ha issato il parigino al n.11 del ranking mondiale e lo propone anche tra i sicuri protagonisti a US Open, pronto a scattare domenica pomeriggio a New York.
La frase scritta dal 22enne francese ovviamente non è passata inosservata, soprattutto nel suo paese, con scontate domande nella press conference successiva alla vittoria. Così Fils ha parlato, tornando sulle critiche ricevute nelle ultime settimane. “La gente parla molto male. In Francia, a volte, è molto facile criticare” afferma Arthur. “Non ho giocato il Roland Garros, ho perso presto a Washington e secondo alcune persone ero finito, non sapevo più giocare a tennis. Ma eccoci qui: ho vinto il titolo. E penso che adesso nessuno parlerà più”.
‘Who’s gonna talk now’
The racquet of @ArthurFils did the talking at #CincyTennis pic.twitter.com/JYscLbopdp
— Tennis TV (@TennisTV) August 23, 2026
Grazie al trionfo di Cincinnati, Fils è diventato il quinto francese a conquistare un Masters 1000. “È un grande traguardo, ma non credo che sia il mio obiettivo finale” continua. «”Proverò a vincerne altri, a conquistare più titoli. Cercherò di salire in classifica e di vincere trofei ancora più importanti”. Costretto a uno stop di sei mesi, tra agosto 2025 e lo scorso febbraio, a causa di problemi alla schiena, Fils era tornato in campo con grande forza all’inizio della stagione. Assente al Roland Garros per infortunio, il francese ha raggiunto una sola volta la seconda settimana di uno Slam: a Wimbledon 2024, quando si fermò agli ottavi di finale. Adesso, in grande forma, avrà a US Open la chance per fare meglio e chissà, magari puntare ad arrivare alle fasi decisive del torneo.
Sul suo conto le critiche non sono mai mancate, in un paese a grande passione tennistica e con la spasmodica attesa di un campione che possa riportare un titolo Slam in patria (manca al maschile da Yannick Noah, 1983 a Roland Garros). “Le critiche le uso come carburante. Oppure non le guardo, ma se mi capitano davanti agli occhi, allora le uso come carburante” continua Fils come riporta L’Equipe. “È chiaro che non fa mai piacere quando ti imbatti in certe cose. Quando le cose si fanno difficili, mi dico che non ho scelta. Quello che faccio, lo faccio per me e per il mio team, ma anche per dimostrare a queste persone che si sbagliano”.
Dopo il tortuoso percorso di recupero dal serio infortunio alla schiena, Fils ha aggiunto al suo team un coach ormai esperto come Goran Ivanisevic e nei mesi passati a recuperare dal problema fisico ha affrontato il suo tennis in ogni aspetto, mettendo in opera cambiamenti e cambiando anche la propria mentalità. “Grazie a quell’infortunio ho capito parecchie cose” afferma Arthur. “È sicuro che mi ha fatto molto, molto male. Ma tutte le persone a me vicine mi hanno incoraggiato a tornare più forte, ad affrontare le partite in maniera un po’ diversa. A cercare di essere più riflessivo, di fare le scelte giuste, di fare dei sacrifici. A non giocare, in fondo, come un ragazzino. E adesso si vede che tutto questo lavoro sta dando i suoi frutti. Ma è solo l’inizio. Questo titolo non è un punto d’arrivo, ma è comunque un bel risultato” conclude il francese.
