Il campione svizzero ha parlato in conferenza di tanti temi riguardo il tennis attuale.

Roger Federer è tornato tra la curiosità generale a Flushing Meadows ed ha scatenato quasi il tutto esaurito agli allenamenti per vederlo. Nella classica conferenza lo svizzero ha parlato di tanti temi, dagli infortuni nel tennis fino alle motivazioni che lo hanno portato al ritiro, ecco le sue parole: “I momenti più emozionanti qui sono stati con la serie di cinque vittorie consecutive, una cosa surreale visto quanto sia difficile vincere qui. Arrivi a New York e questo è l’ultimo Grande Slam della stagione, tutti danno il massimo e si trovano a proprio agio su questa superficie, poi vi sono stati cambiamenti sull’umidità o sul vento ma in generale è sempre stato un torneo complicato e vincere 5 tornei di fila è davvero incredibile”.

Parlando della sua esperienza agli Us Open Roger ha proseguito: “La mia partita preferita qui è stata la finale contro Agassi nel 2005, per lui era un’occasione speciale mentre io ero il campione in carica, fu una grande rivalità ed affrontarlo qui fu davvero speciale. I tanti infortuni nel circuito? “Non conosco la situazione di ognuno di loro, ma ovviamente infortunarsi prima del Roland Garros non è una bella cosa perchè salti sia Parigi che Wimbledon e abbiamo visto tutti questo che è accaduto con Carlos. Io negli anni ho cercato di essere equilibrato e di avere un riposo adeguato, ma tendenzialmente ho giocato anche di più rispetto a quanto avrei dovuto giocare”.

Sempre su questa situazione Roger ha proseguito: “Penso sia importante dare priorità a ciò che è importante per te, può essere il tour americano o quello australiano ed ogni giocatore spera di avere un picco massimo di forma in determinati momenti, non si può sempre essere al 100 % e anche i tifosi dovrebbero capirlo. I tornei Masters 1000 adesso durano due settimane, è una dinamica interessante e particolare e gli atleti devono adattarsi. Non ho mai voluto dare priorità assoluta ai tornei del Grande Slam ma ero attento a giocare ed essere presente ovunque”.