I doppisti alzano la voce contro i tagli prospettati dall’ATP per il 2027. Al centro della protesta ci sono interventi che, secondo il comunicato diffuso dai giocatori, comporterebbero il trasferimento di circa 20 milioni di dollari di montepremi dal doppio al singolare, riducendo sensibilmente le opportunità professionali per gli specialisti.

La contestazione riguarda sia le conseguenze economiche sia il metodo con cui affrontare una riforma di questa portata. I giocatori chiedono di partecipare alla costruzione del futuro della disciplina e invitano la dirigenza ATP a riconsiderare le proposte.

«L’ATP deve trovare un equilibrio migliore tra gli interessi commerciali e la propria responsabilità verso tutti i giocatori professionisti e il patrimonio di questo sport», si legge nel documento.

“Il doppio merita più visibilità”

Il comunicato rivendica il valore sportivo e storico della specialità, respingendo l’idea che la risposta alle difficoltà commerciali debba passare attraverso una riduzione delle risorse.

«Il doppio è una parte fondamentale della storia e dell’identità del tennis. Agli appassionati piace vedere competere le migliori coppie, le televisioni ne apprezzano il dinamismo e gli sponsor il suo pubblico. È una modalità unica e molto amata del nostro sport. Una modalità che merita più visibilità, non meno».

I doppisti sostengono inoltre che le proposte attuali non abbiano dimostrato di raccogliere un consenso sufficientemente ampio. Per questo chiedono un confronto che coinvolga giocatori, federazioni nazionali e organizzatori dei tornei, avvertendo che cambiamenti introdotti senza un sostegno condiviso rischierebbero di compromettere la fiducia nella guida dell’ATP.

Il timore per la sostenibilità delle carriere

Il passaggio più concreto riguarda il montepremi. Secondo i firmatari, lo spostamento delle risorse verso il singolare renderebbe più difficile costruire e mantenere una carriera nel doppio.

«Uno sport professionistico sano non può dipendere soltanto da un piccolo gruppo di grandi stelle: deve offrire percorsi che consentano ai giocatori di crescere, competere e guadagnarsi da vivere».

La richiesta è quindi di tutelare tabelloni di dimensioni significative e opportunità professionali sostenibili, accompagnandoli con un piano di promozione a lungo termine capace di coinvolgere maggiormente pubblico, televisioni e sponsor.

Il legame con il tennis dei circoli

Nel documento trova spazio anche il ruolo del doppio nella pratica quotidiana. I giocatori ricordano come, nei club, questa formula permetta a persone di età e livelli differenti di condividere il campo con amici, familiari e compagni di squadra. Ridimensionarne la presenza professionistica, sostengono, significherebbe inviare un segnale negativo proprio alla base del movimento.

La conclusione lascia aperta la disponibilità al dialogo: «Non siamo contrari alle riforme; vogliamo contribuire a definirle. Qualsiasi cambiamento deve rafforzare lo sport nel suo insieme, senza indebolirne una parte essenziale».

L’appello finale è rivolto al Consiglio di amministrazione e alla dirigenza ATP: «Il successo commerciale è importante. L’equità, il benessere dei giocatori e la salute del tennis nel lungo periodo lo sono altrettanto. Facciamo crescere il tennis insieme, senza lasciare indietro i doppisti».