Novak Djokovic ritrova la vittoria nel torneo in cui non ha mai perso. Al ritorno a Pechino dopo undici anni, il serbo supera Nuno Borges per 6-3 7-6(2) in un’ora e 51 minuti, interrompe una serie di tre sconfitte consecutive e porta il proprio bilancio al China Open a un impressionante 30-0.

Un successo importante per il 39enne di Belgrado, reduce dalle eliminazioni all’esordio a Cincinnati e agli US Open. Djokovic non esprime ancora il suo tennis più fluido e nel secondo set ricorre anche a un timeout medico, ma conserva sempre il servizio e al tie-break alza nettamente il livello, chiudendo senza dover affrontare un terzo parziale.

Primo set: partenza decisa, poi due palle break annullate

Djokovic comincia con efficacia e indirizza subito l’incontro. Dopo aver tenuto il servizio nel game inaugurale, approfitta della prima occasione in risposta: nel secondo gioco raggiunge il 30-40 e strappa la battuta a Borges, confermando poi il vantaggio per il 3-0.

Il portoghese entra gradualmente in partita e muove il punteggio nel quarto game. Novak deve invece recuperare da 0-30 nel turno successivo: lo fa conquistando quattro punti consecutivi e mantenendo il margine sul 4-1.

Il passaggio più delicato arriva nel settimo gioco. Avanti 4-2, Djokovic scivola sul 15-40 e concede due possibilità di controbreak. È il momento in cui Borges può riaprire il parziale, ma il serbo cancella entrambe le opportunità e, dopo un ulteriore passaggio ai vantaggi, tiene il servizio per il 5-2.

Borges resta in scia, costringendo il rivale a servire per il set. Anche il nono game richiede attenzione: Djokovic si ritrova sul 15-30 e viene trascinato ai vantaggi, ma supera la difficoltà e chiude 6-3. A decidere è il break ottenuto in avvio, difeso soprattutto nel momento più complicato della frazione.

Secondo set: timeout medico sul 2-3, Borges resiste fino al tie-break

La seconda frazione segue un andamento più equilibrato. Borges tiene il servizio con maggiore continuità, mentre Djokovic offre al pubblico anche una delle giocate più spettacolari della giornata: un lob di grande qualità nelle fasi iniziali del set.

Sul 2-3 il serbo richiede un timeout medico, aggiungendo un momento di apprensione a un incontro già significativo per verificare le sue condizioni. Alla ripresa, però, tiene la battuta a zero e ristabilisce la parità. Anche il successivo turno di servizio si conclude senza concedere punti, per il 4-4.

La possibilità di evitare il tie-break si presenta nel nono gioco. Djokovic parte bene in risposta, sale sullo 0-30 e, dopo una lunga battaglia, si procura una palla break ai vantaggi. Borges la annulla e riesce a conservare il servizio per il 5-4.

Il portoghese continua a fare corsa di testa e raggiunge il 6-5 con un game a zero. Novak deve quindi servire per restare nel set: dal 40-15 si fa riagganciare sul 40-40, ma conquista i due punti successivi e porta il confronto al tie-break, senza concedere set point.

Qui emerge la maggiore lucidità di Djokovic. Il serbo conquista i primi tre punti, allunga sul 5-1 e non permette più a Borges di avvicinarsi. Il 7-2 conclusivo mette fine alla partita e restituisce a Novak un successo che mancava dalla sua corsa fino alle semifinali di Wimbledon.

Trenta vittorie senza sconfitte: ora c’è Buyunchaokete

Al termine dell’incontro Djokovic rivolge il proprio saluto a tutti e quattro i lati della Capital Group Diamond Arena, gremita per il suo ritorno. Il legame con Pechino riparte da dove si era interrotto nel 2015, quando aveva battuto Rafael Nadal in finale.

Il serbo ha conquistato il torneo in tutte le sue sei precedenti partecipazioni: 2009, 2010, 2012, 2013, 2014 e 2015. Ora cerca il settimo titolo nella capitale cinese e il primo della stagione, che sarebbe il 102° della carriera, avvicinandolo ai 103 di Roger Federer e ai 109 di Jimmy Connors.

Prima, però, c’è il secondo turno contro Buyunchaokete. Il cinese ha superato Juan Manuel Cerundolo per 6-2 5-7 6-4 e proverà a interrompere una serie che a Pechino resiste ormai da trenta partite.