La leggenda serba ha rilasciato una lunga intervista a ‘Il Corriere della Sera’ per promuovere il docu-film incentrato sulla sua carriera

Novak Djokovic ce la sta mettendo tutta per allungare ulteriormente la sua già strepitosa carriera. A 39 anni, l’ex numero 1 del mondo non vuole proprio saperne di arrendersi allo scorrere del tempo e mostra ancora lampi della sua immensa classe. Il veterano serbo riesce ad esaltarsi soprattutto nei tornei del Grande Slam, che lo motivano particolarmente, mentre non è più un fattore nei Masters 1000 già da diverso tempo. Il nativo di Belgrado ha recentemente partecipato al Masters 1000 di Cincinnati, dove la sua corsa è terminata già al secondo turno contro l’argentino Thiago Agustin Tirante.

In una lunga intervista a ‘Il Corriere della Sera‘ per promuovere il docu-film ‘Il lupo d’inverno‘ – disponibile da domani su Prime Video – Nole ha toccato diversi argomenti legati alla sua carriera e non solo, oltre ad essersi soffermato sulla somiglianza tra lui e Jannik Sinner. Non è un segreto che il fuoriclasse azzurro venga considerato da molti come l’erede naturale di Djokovic. “I punti di contatto fra di noi non mancano, anche se ogni essere umano è unico e speciale. Entrambi veniamo dalle montagne, abbiamo scelto lo sci come primo sport e ci siamo allontanati da casa quando avevamo 13 anni. Lo sci ci ha dato soprattutto l’elasticità e la capacità di scivolare su ogni superficie. Anche il tipo di tennis che giochiamo è abbastanza simile. Sì, mi rivedo in Jannik. Mi ritrovo nel suo incessante desiderio di migliorare, senza mai accontentarsi delle vittorie ottenute. Nonostante sia una forza dominante, si sveglia ogni mattina con il desiderio di essere migliore rispetto al giorno precedente. Se mi sono pentito di averlo aiutato ad inizio carriera? Non potevo non essere fedele ai miei principi, indipendentemente da quale fosse la posta in palio. Questo sono io” – ha detto Novak.

Cosa direbbe Djokovic a se stesso da giovane? “Gli suggerirei di non rinunciare mai ai suoi sogni, anche quando gli ostacoli sembrano insormontabili e le circostanze non sono favorevoli. C’è sempre un modo per farcela, una via d’uscita. Gli spiegherei anche che la disciplina sta alla base di qualsiasi forma di successo. E gli imporrei di avere pazienza: quando si è giovani, si tende a volere tutto e subito. Bisogna imparare a godersi il presente, il qui e ora, che è la chiave per un’esistenza consapevole.”