Alex de Minaur vince a Shanghai e apre il dibattito sui tempi del tennis. Dopo il successo contro il giapponese Sakamoto, importante nella corsa verso le ATP Finals di Torino, l’australiano ha avanzato in conferenza stampa due proposte per rendere più rapido il gioco: un limite di tempo tra prima e seconda di servizio e, soprattutto, un solo lancio di palla a disposizione del battitore.
Una riflessione che riguarda situazioni ben note agli appassionati: lunghe routine prima di servire, attese tra i due tentativi e lanci di palla lasciati ricadere senza eseguire il colpo, prima di ricominciare la preparazione.
«Mi sembrerebbe una buona idea introdurre un cronometro tra prima e seconda di servizio, stabilendo un tempo che non si possa superare. In questo modo si eviterebbe che i giocatori si prendano troppo tempo tra i due servizi», ha spiegato De Minaur.
L’australiano vorrebbe quindi intervenire anche sulla pausa che segue una prima sbagliata, fissando un riferimento preciso per riprendere il gioco. Ma è la seconda proposta quella destinata a suscitare maggiori discussioni, perché cambierebbe una delle abitudini più consolidate al servizio.
«È da molto tempo che lo dico: personalmente introdurrei un’altra regola, permetterei un solo lancio di palla. Una volta che la lanci, devi servire, qualunque cosa accada. Se decidi di non farlo, sarebbe fallo».
Nell’idea di De Minaur, dunque, un lancio impreciso avrebbe una conseguenza immediata: il giocatore dovrebbe comunque provare a colpire la palla oppure perdere quel tentativo di servizio. Una modifica che renderebbe ancora più importante la precisione del gesto iniziale e impedirebbe di ripetere liberamente la routine.
«In questo modo si eviterebbe anche che un giocatore, quando sta per servire e fa un cattivo lancio di palla, possa ricominciare da capo tutta la sua preparazione. Secondo me sarebbe un’altra buona aggiunta», ha sottolineato.
La proposta apre una discussione sul rapporto tra continuità del gioco e preparazione del battitore. Un lancio da ripetere può dipendere da un’esecuzione sbagliata o dalle condizioni esterne: imporre di colpire comunque significherebbe chiedere ai giocatori un adattamento significativo.
Per il momento si tratta delle idee espresse da De Minaur, senza che sia stata annunciata una modifica del regolamento. Il suo messaggio è però chiaro: ridurre le attese e impedire che ogni interruzione al servizio diventi l’occasione per ripartire dall’inizio.
Intanto, l’australiano continua a inseguire un obiettivo molto concreto. La vittoria su Sakamoto gli permette di proseguire a Shanghai, dove un percorso importante potrebbe pesare nella lotta per un posto a Torino. Tra ambizioni di fine stagione e proposte per accelerare il tennis, De Minaur ha trovato il modo di far parlare di sé anche dopo l’ultimo punto.
