Mai sottovalutare il cuore, grinta e voglia di un campione, anche se i 40 anni si avvicinano a grandi passi e la condizione (fisica e tecnica) è lontana dai giorni migliori, e pure rispetto a pochi mesi fa. Novak Djokovic soffre, va sotto di un set e un break all’avvio del secondo parziale contro Valentin Vacherot all’esordio nel Masters 1000 Parigi, ma riesce a sciogliersi, rimontare e reggere in una fase concitata del secondo set, tanto da prendersi il parziale e scappare via sicuro nel terzo, per il 6-7(5) 7-5 6-1 che lo tiene in corsa nel torneo e teoricamente anche per strappare all’ultimo tuffo un posto per Finals di Torino, anche se tutto per lui sembra maledettamente complicato. La voglia però c’è, altrimenti non resti li aggrappato alla partita, con una spalla dolorante e massaggiata del fisioterapista nella prima fase del secondo set, e un rivale che serviva come un treno e agonisticamente pronto a ogni corsa senza mai tirarsi indietro.

Djokovic alla fine la vince con esperienza, bravo a ritrovare più fluidità nei colpi e guadagnare il centro del campo, in modo da correre di meno e far correre da tutte le parti Vacherot, tennista encomiale per agonismo e bravura nel cancellare errori anche gravi e ripartire come se nulla fosse, ma in difficoltà nel gestire col diritto le tante variazioni imposte del rivale e una selezione dei colpi ineccepibile nei momenti chiave della partita. Novak ha vinto imponendo la sua esperienza e classe superiore nella fase conclusiva del secondo set, quando ha annullato ben tre palle break sul 4 pari, chance che avrebbero mandato Vacherot a servire per il match. Invece Nole ha tenuto, anche sostenuto dal pubblico e sul 6-5 in risposta ha messo pressione all’avversario e tirato un rovescio vincente spettacolare. Valentin è calato alla battuta dopo non aver sfruttato quelle chance, e tutto il suo tennis è crollato, con l’avversario prontissimo ad approfittarne e sbagliare poco o niente da lì in avanti. Djokovic quindi vince, nel secondo turno troverà Hijikata e poi forse De Minaur, un tabellone non malvagio per puntare ai quarti di finale, ma tenere accesa la speranza di un posto a Torino servirà molto, molto di più e le condizioni di Novak non sembrano affatto buone. Ma con lui in gara, mai dire mai, tantissime volte l’abbiamo visto rinascere dalle ceneri.

Il primo set avanza regolare sui turni di battuta, con pochi spunti fino al 5-4 Vacherot. Djokovic non serve bene, si ritrova sotto 15-30 complice un doppio fallo ma riesce a risalire e impattare lo score sul 5 pari. Il serbo è di nuovo in difficoltà servendo sotto 6-5: concede ben tre set point dal 15-40 ma con fatica resta aggrappato alla partita, mettendo in campo tutta la energia che ha, seppur lontanissima dai tempi migliori. Nel tiebreak il livello è modesto, tantissimi errori in scambio con Vacherot che va avanti 2 punti a 0 e poi subisce 4 punti di fila da Djokovic, per colpa di diverse incertezze. Il serbo si porta sul 5 punti a 4 e qua sbaglia malamente una volée scolastica, regalo inconsueto per un campione del suo valore. Vacherot si fa trovare pronto: attacca con decisione la rete e addomestica bene il passante del rivale, con un taglio corto vincente che vale un set point al servizio. Il monegasco rischia una seconda palla al centro, che il nativo di Belgrado non rimette in campo. Il set lo vince Vacherot 7 punti a 5.

Djokovic, scuro in volto e segnato alla fatica, riparte alla battuta nel secondo set, ma non riesce a mandare in crisi la difesa ordinata di Vacherot con un ritmo troppo modesto, anzi andando lui in difficoltà nell’arrivare bene sulla palla. Sul 30 pari un rovescio piuttosto profondo porta a Valentin una palla break sul 30-40, ed è bravo a prendersela inchiodando l’avversario nell’angolo sinistro e infilandolo col lungo linea vincente di rovescio, senza che il serbo provi a difendersi. Un break che consente a Vacherot di fare corsa di testa. Novak nemmeno si ferma al cambio campo, quasi in trance ma soprattutto incapace di trovare la reattività necessaria per rispondere ai servizi potenti e continui del campione di Shanghai 2025. 2-0 Vacherot. Djokovic prova a restare aggrappato alla partita, ma dopo aver vinto il turno di battuta successivo arriva il trainer al suo angolo, si lavora sulla spalla destra. Sembra più sciolto “Nole”, sul 30 pari nel quarto game è lui a comandare e lo infila con un diritto vincente. C’è una prima palla break a favore del campionissimo ma arriva l’ace di Vacherot, freddissimo nel momento clou. Incredibilmente il monegasco concede il contro break alla seconda chance, valutando malissimo una palla che avrebbe potuto comodamente colpire. 2 pari. La partita si accende di nuovo sul 4-3 Djokovic. Vacherot non è perfetto, concede una palla break sul 30-40 ma si salva; quindi è il monegasco in risposta a mettere in difficoltà il campionissimo, che lotta come un leone e salva ben tre palle break, in un game faticoso che esalta il pubblico. Sul 6-5 in risposta, Djokovic trova un gran diritto e vola 0-30. Il set point per Novak arriva sul 30-40 con un rovescio preciso in contro piede, e lo trasforma grazie ad un errore gratuito di Vacherot col rovescio. 7-5 Djokovic, si va al terzo.

L’incontro riparte dopo una sostanziosa pausa, Djokovic è più sciolto mentre Vacherot soffre terribilmente nel suo primo turno di battuta. Con fatica e un tocco spettacolare sotto rete Valentin salva una prima palla break sul 30-40, poi il game diventa una lotta feroce e Djokovic strappa il break con un errore di rovescio del monegasco. Il serbo si porta avanti 3-0, con Vacherot scorato dalle occasioni, lo svantaggio, e senza tutti i punti gratis ottenuti con la battuta nei primi due set. Infatti anche nel suo secondo turno crolla sotto 0-30 e poi 15-40 con una gran difesa del serbo. Ogni volta che si scambia ormai è Novak a comandare. Ma torna la battuta a salvare Vacherot (3-1), ma anche il suo turno successivo è difficile perché il servizio è crollato come efficacia. Sul 15-40 Valentin sbaglia malamente in rete col diritto, Djokovic scappa via sul 5-1 e chiude l’incontro per 6-1. Che fatica, ma grandissima rimonta ed ennesima dimostrazione della grinta del serbo e voglia di lottare per un posto a Torino, nonostante una condizione tutt’altro che ottimale.