Alex Corretja vede Alexander Zverev come favorito per vincere il titolo a US Open 2026, ma Ben Shelton è pronto per farcela, forte di miglioramenti importanti nel suo gioco e soprattutto nella mentalità. Secondo lo spagnolo, ex n.2 ATP e da anni stimato analista in occasioni dei grandi appuntamenti della stagione, il tedesco ancora non ha giocato il proprio miglior tennis ma l’essersi tolto di dosso il peso del primo successo Slam a Parigi lo porterà a reggere molto meglio la pressione. Per Shelton invece il discorso è diverso: continuare con quello mostrato nel torneo, un tennis sempre più consistente e continuo. Proprio l’esser riuscito a bilanciare la potenza dei colpi con una consistenza maggiore negli scambi è la chiave del suo netto salto di qualità, che l’ha portato a New York a battere Alcaraz nei quarti e volare in finale dopo aver regolato Tiafoe. In un’intervista a SuperTennis, Corretja analizza il momento di Zvever e Shelton, partendo dalla bella vittoria dell’americano su Alcaraz.
“È stata una grande partita” afferma Corretja, “abbiamo avuto la conferma che Carlos può giocare ancora al suo livello. La sconfitta? È normale quello che è successo in quel match. Se pensava di poter arrivare sino in fondo? Forse sì dopo aver battuto Paul. Lì è cambiata un po’ la sua prospettiva. È arrivato a New York tranquillo, vediamo quello che succede… Dopo due o tre giorni ha sentito che le cose andavano meglio, e quella partita contro Paul ha aumentato le aspettative di tutti, anche le sue. Per questo credo che nei quarti di finale abbia giocato con più pressione. Allo stesso tempo credo che sia quasi un miracolo quello che è riuscito a fare dopo quasi 4 mesi e mezzo di stop, arrivare nei quarti di finale”.
“Fisicamente Alcaraz ha avuto un po’ di problemi, non aveva ancora ripreso l’abitudine a giocare una partita così dura” continua Corretja. “Infatti credo che gli sia mancato questo, la regolarità che aveva invece Shelton, dopo aver vinto un Masters 1000 (a Montreal, ndr). Quando sei fermo e riparti devi di nuovo confrontarti con situazioni che vivi in partita, come quando devi affrontare una palla break: dove servo, ecc. Credo che queste siano state le cose che Carlos ha dovuto affrontare e per lui siano state le più difficili. Alla fine deve essere molto contento, ha dato tutto e si è ritrovato dove merita di essere”.
“Ero a Barcellona quando Alcaraz si è fatto male. Aveva giocato molto e bene nella prima parte di stagione e non vedo un motivo di qualche cosa di sbagliato che ha portato al suo infortunio. Ha sentito dolore dopo una risposta. È stato probabilmente l’accumulo di tante cose, e per questo ora è tranquillo che il problema non c’è più”. Corretja ha affermato che Carlos decise di non giocare a Cincinnati perché sentiva ancora il polso non perfetto. Il rientro a New York non è stato forse l’ideale, ma stando finalmente bene ha provato e alla fine le cose sono andate anche sopra le aspettative.
Si riflette quindi sulle parole di Carlos in merito alla sua futura gestione, ossia la necessità di prendersi dei momenti di pausa e riposare. “Il suo periodo di stop è stato lungo, 4 mesi a casa, e credo che questo lo porterà a selezionare meglio i suoi impegni in futuro. Credo che Jannik già lo faccia piuttosto bene. Quest’anno Sinner ha giocato tutti i primi 5 Masters 1000 uno dopo l’altro, magari in futuro non lo rifarà. Il calendario è impegnativo, lungo, e con i Masters 1000 allungati chi vince tanto non si riposa mai”.
Shelton interromperà il digiuno negli Slam per gli Stati Uniti? Così Corretja: “È pronto per vincere. Fisicamente è impressionante ed è maturato molto mentalmente perché in passato dopo tre o quattro palle in scambio sbagliava, mentre adesso no. Vedi la partita contro Alcaraz: Shelton ha perso il primo set, molto duro. Poi i primi due game del secondo set sono durati 20 minuti, con palle break. Lì ha dimostrato la resistenza perché la partita poteva scappargli di mano. Ha sentito anche che la palla di Carlos, nella serata, non rimbalzava così alta. Ben ha cambiato l’attitudine, riesce a difendersi e sa quando attaccare, e poi ha quel servizio che non ha quasi nessuno”.
Con Sinner e Alcaraz sopra tutti per qualità di gioco, e Zverev ormai molto vicino al duo di testa, cosa manca ancora a Shelton per diventare stabilmente il quarto, unirsi ai primi tre? “Ben è un giocatore aggressivo” afferma Corretja”, “da fondo campo adesso è più solido, ma non può giocare aspettando che l’altro sbagli per primo. Adesso Shelton gioca i suoi colpi con buona altezza sulla rete e ha un lungo linea molto buono, e quando tira il diritto inside out è fortissimo. Prima col rovescio non reggeva, sbagliava dopo due tiri. Era una questione anche di mentalità, qua negli Stati Uniti devi essere per forza molto aggressivo, non si sta a palleggiare troppo e devi tirare il winner. Ma il tennis per vincere non è così, devi essere consistente. Se hai anche la potenza, allora hai tutto, ma di potenza senza consistenza non vinci. Il miglioramento di Shelton viene dal maggior equilibrio che ha trovato in questo momento”.
Ultime considerazioni di Corretja su Zverev: “Ha di nuovo la pressione di dover vincere, ma stavolta anche la forza di aver vinto a Roland Garros. Sta giocando bene ma non ancora al suo massimo. Credo sia il favorito per la vittoria finale, ma Shelton è pronto per farcela”.
