Il nuovo Flavio Cobolli, il top 10 del 2026, deve fare i conti con alcune nuove sfide. Quando si parla di ‘aspettative più alte’ spesso lo si fa in astratto, ma in questo caso, le ATP Finals 2026 di Torino sono un obiettivo molto concreto per il romano.

Giunto al Masters 1000 di Cincinnati 2026 da numero 9 in classifica generale (potrebbe superarlo Ben Shelton vincendo la finale del Masters 1000 di Montreal contro Brandon Nakashima) e 4 nella Race 2026, Cobolli sa che non manca tanto per assicurarsi un posto nei primi otto giocatori del mondo a fine anno. Una classica arma a doppio taglio, come ha raccontato a Sky Sport: “Sto cercando di non pensarci, anche se è ovvio che ci penso, e forse è proprio questo il problema”. Il solo fatto che parli di ‘problema’, rivela tra le righe che il numero due azzurro preferirebbe forse dimenticarsene, e giocare libero per qualche settimana.

La spinta decisiva

E invece, come spesso fa anche in campo, la forza di Cobolli è quella di gasarsi nelle difficoltà: “Sto cercando di vivere questo obiettivo più come una motivazione, una spinta mentale, non solo in campo, perché per me è davvero importante”.

Sconfitte recenti contro Arthur Fery, Andres Burruchaga e Yannick Hanfmann possono essere un motivo di delusione visto il nuovo status di Cobolli, che però sa mantenere una visione d’insieme: “La cosa essenziale, però, è stare bene fisicamente, riuscire a gestire la stagione come sto facendo e arrivare alla fine nella posizione giusta in classifica“.

Cobolli ha sfruttato la sconfitta prematura in Quebec per arrivare in Ohio in anticipo, così da abituarsi in tempo a condizioni di gioco tecniche e meteo: “Essere arrivato a Cincinnati un po’ prima del previsto e questo mi dà ancora più motivazione per cercare di fare bene qui”. Anche un’occasione per distrarsi un po’ e preservare queste preziosissime energie mentali: “Il torneo è cresciuto molto: si sta bene anche fuori dal campo e ci sono tante attività che ti permettono di staccare e non pensare sempre al tennis. Stare lontano da casa per così tante settimane non è facile, soprattutto quando esci presto da un torneo”.

Quanto sono vicine davvero le ATP Finals?

Dopo il Masters 1000 del Canada, Cobolli ha 3040 punti nella Race 2026. Cercando di fare una stima di quanti punti potrebbero mancargli per sentirsi quantomeno con un piede a Torino, si può provare a comparare le classifiche e i punti degli anni passati.

Nel 2025 fu proprio Lorenzo Musetti a qualificarsi per ultimo sfruttando il ritiro di Novak Djokovic (arrivato pochi minuti dopo una finale epica all’ATP 250 di Atene 2025 tra i due). Il toscano era arrivato a 3840 punti, mentre l’ottavo posto lo raggiunse Felix Auger-Aliassime con soli 5 punti in più.

Nel 2024 fu Alex De Minaur l’ottavo qualificato con 3745 punti, somma che gli sarebbe valso il sesto posto nel 2023, anno in cui il taglio fu a quota 3460. L’ultimo anno che prenderemo in esame è il 2022, prima che i dati diventino complicati da comparare a causa del congelamento del ranking causato dalla pandemia: quell’anno l’ultimo arrivato alla festa fu Taylor Fritz con 3355 punti.

Le stagioni sono diverse e tutto può accadere nei prossimi mesi, ma si può dire che la quota di 3800 punti possa essere sufficiente il più delle volte, specialmente quest’anno in cui i giocatori dal 4 al 20 del mondo (circa) si stanno spartendo molti dei punti lasciati da Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e Alexander Zverev. E Djokovic, negli Slam. Per ottenere questi quasi 800 punti che darebbero una ragionevole serenità di potersi quantomeno giocare la qualificazione nelle ultime settimane di stagione, a Cobolli ‘basterebbero’ due o tre settimane a pieni giri del motore. Un quarto di finale tra Cincinnati e Us Open lo metterebbero in condizione di dare la zampata decisiva in Asia, nella tournée a cavallo tra settembre e ottobre, dove ci sono in palio i punti di un Masters 1000, un ATP 500 e un ATP 250.