Carlos Alcaraz esce dalla battaglia con Taylor Fritz con una vittoria importante e diverse indicazioni utili sul proprio stato di forma. Dopo il successo per 6-3 4-6 13-11 nella seconda giornata della Laver Cup 2026, lo spagnolo ha analizzato in conferenza stampa una partita molto intensa, soffermandosi soprattutto sull’aiuto ricevuto dalla panchina, sul lavoro svolto nelle ultime settimane e su alcuni aspetti tattici ancora da perfezionare.
“Sto tornando poco a poco al mio livello normale”
Dopo gli US Open, Alcaraz aveva scelto di concedersi alcuni giorni di recupero prima di riprendere progressivamente il lavoro.
“La settimana e mezza o le due settimane che ho avuto dopo gli US Open sono state molto importanti. Sono rimasto quasi una settimana senza toccare la racchetta per recuperare bene il corpo dopo partite molto impegnative”.
In quel periodo il murciano ha svolto anche un intenso lavoro atletico, utile per ritrovare ritmo e continuità.
“Adesso sto tornando poco a poco al mio ritmo normale, sia dal punto di vista del tennis sia fisicamente”.
La sfida con Fritz è stata quindi anche un banco di prova importante in vista dei prossimi appuntamenti.
“Mi sento molto bene, ma quando giochi partite così intense emergono sempre piccole cose. È normale e stiamo cercando di sistemarle progressivamente”.
Il servizio e i piccoli cambiamenti
Alcaraz ha spiegato di aver lavorato molto anche sulla battuta, diventata negli ultimi mesi un’arma sempre più importante nel suo gioco.
“Il servizio è stato molto importante per me. Ci ho lavorato parecchio e ho fatto un paio di piccoli cambiamenti. Da quello che ho visto nessuno se n’è accorto, quindi è una buona cosa: significa che stanno funzionando”.
Contro Fritz il rendimento al servizio ha avuto un peso decisivo soprattutto nei momenti di maggiore pressione, compreso il super tie-break concluso 13-11.
“Non mi ha sorpreso il livello di Fritz”
Lo spagnolo ha elogiato anche la qualità della partita.
“Non sono rimasto sorpreso dal livello di Taylor. Credo che entrambi abbiamo giocato un ottimo tennis. La velocità della palla e l’intensità con cui abbiamo colpito sono state davvero molto alte”.
Le condizioni lente della O2 Arena hanno inoltre favorito scambi lunghi e costruiti.
“Questo campo e queste palle permettono di avere più tempo per posizionarsi bene e colpire nel punto giusto della racchetta. Credo sia stato bello anche per il pubblico”.
Per Alcaraz, una partita di questo tipo è stata utile soprattutto per capire su cosa continuare a lavorare.
“Sono molto contento di poter giocare match così, perché mi permettono di capire qual è il mio livello e cosa devo migliorare”.
I consigli di Ruud: “Mi ha detto di stare più tranquillo”
Un ruolo importante lo ha avuto anche Casper Ruud, che dalla panchina ha cercato di aiutare lo spagnolo nei momenti più complicati.
“Mi diceva che da fuori vedeva gli scambi molto bene e che dovevo essere più tranquillo. A volte in campo sento troppa pressione e penso di dover giocare sempre un grande colpo, quando in realtà non è necessario”.
Secondo Alcaraz, proprio questo è uno degli aspetti che rendono speciale la Laver Cup: poter ricevere indicazioni tattiche direttamente dai propri compagni durante il match.
“Mi diceva che stavo giocando meglio di lui, che avevo colpi migliori e che dovevo semplicemente giocare in maniera intelligente, senza esagerare e cercando di entrare nel ritmo”.
Parole che, secondo il murciano, sono state molto importanti nella gestione del confronto.
“A volte cerco il colpo più bello invece di quello più efficace”
Alcaraz ha poi fatto autocritica su una delle caratteristiche più evidenti del proprio tennis: la ricerca costante della soluzione spettacolare.
“Sono un giocatore a cui piace sempre giocare in grande. A volte cerco il colpo più difficile o quello più bello per il pubblico, anche quando non serve”.
Con condizioni lente come quelle di Londra, il tempo a disposizione negli scambi può addirittura amplificare questa tendenza.
“Quando vedo arrivare la palla penso di poter fare mille cose e spesso scelgo quella più spettacolare, che però non sempre è la più efficace”.
Un aspetto sul quale vuole continuare a lavorare.
“Non bisogna sempre cercare qualcosa in più di quello che richiede il punto. È una cosa che dobbiamo imparare e migliorare poco a poco”.
La forza della squadra
Infine, lo spagnolo ha sottolineato quanto il sostegno dei compagni lo abbia aiutato durante una sfida così combattuta.
“Mi ricordano che non sto giocando soltanto per me stesso, ma anche per la squadra. Vederli lì nei momenti più stressanti mi aiuta a restare calmo e a pensare a quello che devo fare”.
La vittoria contro Fritz ha avuto anche un peso importante per il Team Europe, arrivando dopo una giornata nella quale la squadra aveva attraversato diversi momenti complicati.
Per Alcaraz, però, il valore principale resta quello tecnico: una partita durissima che gli ha permesso di testare servizio, gestione tattica e capacità di restare lucido nei punti decisivi. In vista della tournée asiatica, il murciano sente di essere sulla strada giusta e vuole continuare a limare quei dettagli che possono renderlo ancora più efficace.
