Il presidente della FITP Angelo Binaghi ha parlato al TG1 del cambio di guida tecnica del numero uno del tennis italiano Jannik Sinner. Il numero uno del mondo (ancora per qualche giorno prima del sorpasso di Alexander Zverev) sembra aver confermato che Darren Cahill, partner di Simone Vagnozzi nel team Jannik, si ritirerà a fine stagione, lasciando libero un posto per la figura del ‘super coach’. Si tratta di un allenatore, tendenzialmente di nome e con esperienza ad alti livelli da giocatore, in grado di immedesimarsi nei panni del campione e aiutarlo a gestire sensazioni, tattiche e giornate di torneo. Questo ruolo non può prescindere dall’allenatore ‘di campo’ vero e proprio, che rimane saldamente Vagnozzi.

Il chiaccherato è Magnus Norman, ex coach di Robin Soderling e soprattutto Stan Wawrinka tra gli altri. L’ex numero due del mondo e finalista al Roland Garros (torneo per lui fruttuoso sia da giocatore che da allenatore) nel 2000, dovrebbe cominciare a lavorare con Sinner da dicembre, anche se a Binaghi piaceva la strada conosciuta: “Io faccio il tifo per Cahill perché secondo me è insostituibile. È bene che affianco a Sinner ci sia sempre un allenatore che è stato un giocatore di buon livello, in questo caso sia Cahill che Norman. In secondo luogo c’è bisogno che sia anche un buono psicologo”. D’altronde, la preparazione di un fuoriclasse richiede multidisciplinarietà: “Sinner non è un superuomo come Djokovic o un giocatore di grandissima forza come Nadal, è uno che deve continuare a costruirsi il fisico”.