Chapeau. Troppo brava Elina Svitolina per una Jasmine Paolini incapace di arginare la spinta, intensità e velocità dell’ucraina nel secondo singolare della semifinale di Billie Jean King Cup 2026. La 32enne di Odessa domina l’azzurra con un eloquente 6-2 6-2 in un’ora di gioco praticamente perfetta, vittoria che porta il secondo punto alla sua nazionale ed apre le porte alla prima storica finale nella massima competizione a squadre per nazioni, dove ora è attesa da una sfida complicata contro lo squadrone della Repubblica Ceca. Paolini è andata sotto a Svitolina fin dai primi scambi, pagando un gap nettissimo nell’energia generale, potenza, spinta, velocità di impatto e di copertura del campo. La sig.ra Monfils ha controllato il gioco dal primo all’ultimo quindici, forte di un buon rendimento al servizio e di un primo colpo di scambio sempre profondo, incisivo, grazie al quale si è presa il tempo e ha costretto l’azzurra a rincorrere da tutte le parti. Perfetta negli angoli e sulle diagonali, Elina è stata imprendibile nel cambio in lungo linea, sia col suo eccellente rovescio ma anche con un diritto che l’ha sostenuta come nelle giornate migliori.
Ma la fase di gioco che più di tutte ha spaccato la partita a favore di Svitolina è stata la risposta, davvero impressionante per precisione e profondità, con Paolini spesso costretta a togliersi la palla dalle stringhe, sempre in difesa. Jasmine paga certamente una giornata “no” al servizio, poche le prime palle e seconde davvero aggredibili, ma in generale dal suo lato di campo è mancata forza, intensità, quella spinta con le gambe che spesso le consente di entrare “duro” nelle traiettorie dell’avversaria e andare sopra a quel ritmo. Contro una rivale così centrata e offensiva, era necessario alzare il muro in difesa, reggere e aver la forza per contrattaccare in modo da complicare gli scambi e far diventare la partita molto fisica. Paolini non c’è riuscita, con scambi troppo brevi e costretta quasi sempre sulla difensiva.
È mancata anche una reazione emotiva a Paolini: tutto è andato velocissimo, non è mai riuscita a rallentare, nemmeno ad alzare un po’ le parabole per proporre a Svitolina una palla più complessa da spingere e magari farle perdere quel timing spaziale con cui ha iniziato (e terminato) l’incontro. Elina ha tirato così forte, in anticipo e continuo da non consentire all’azzurra una contromossa credibile. La partita è scivolata via dalla corde delle toscana come un lampo, senza riuscire a trovare un pertugio per mettere dubbi ad un’avversara scatenata. Brava Svitolina, vittoria limpida e meritata, ma vista la buona prestazione nel singolare nei quarti di finale si sperava in una Paolini più arrembante e combattiva. L’Italia quindi esce di scena a Shenzhen, battuta in semifinale.
Paolini parte al servizio ed evidentemente contratta. Tre errori e sotto 0-40 subisce una risposta profonda di Svitolina, poi brava a correre avanti e prendersi il punto con uno slice di diritto d’attacco anche elegante (1-0). Più consistente la spinta di Elina, si porta 2-0 con un game a trenta e quindi continua a martellare dalla risposta, con Jasmine incapace di scuotersi e troppo fallosa coi suoi colpi. Svitolina invece è pronta ad aggredire la seconda di battuta dell’italiana e prendere campo. Con un diritto vincente dal centro Svitolina di prende una chance del doppio break la sfrutta grazie ad un brutto tocco di Paolini da metà campo, cercando una smorzata davvero mal gestita. 3-0 Ucraina. Nel quarto game finalmente Jasmine entra in partita. La risposta diventa efficace e questo le consente di prendere più in mano in gioco. Con una splendida accelerazione di diritto cross che pizzica la riga, Jasmine si procura una palla break sul 30-40 e la trasforma con una difesa estrema che provoca l’errore di rovescio di Elina, 3-1 e poi 3-2 con un buon turno di servizio (inclusa una bella smorzata). Sul 4-2 Svitolina mette il turbo in risposta: prima un rovescio favoloso lungo linea e poi una risposta di diritto super che le vale lo 0-40. Paolini corre, ci mette tanta grinta ma serve male e con un errore di rovescio sul 30-40 subisce il secondo break, 5-2. Svitolina chiude il set per 6-2 con un altro game condotto con potenza e ritmo. Una energia e determinazione superiore rispetto all’italiana, sempre sotto nel gioco.
Il secondo set riparte con Paolini al servizio, e lo stesso canovaccio del primo: è Svitolina a comandare. La esperta giocatrice ucraina impone un gran ritmo, non solo col suo monumentale rovescio ma anche col diritto, davvero ben centrato e potente. E corre pure come una lepre Svitolina, come sulla smorzata di Jasmine (nemmeno malvagia) rimessa alla grande da Elina, e che vale un break immediato sul 15-40. L’italiana serve poche prima e non è nemmeno così lucida con scelte di gioco poco efficaci, vedi l’attacco maldestro nel secondo game, un assist al passante puntuale dell’avversaria. Vola Svitolina, forte di una prima palla continua e un primo colpo di scambio profondo, preciso, efficace. 2-0 Ucraina, si fa molto in salita la strada per l’Italia. Grandina sull’italiana: Svitolina trova angoli spettacolari, da ogni lato di campo dopo una risposta consistente. Sul 15-40 l’ennesimo servizio troppo lento e centrale di Paolini è impattato con potenza da Svitolina, la palla atterra nei piedi dell’azzurra, impossibile controllare la traiettoria. Nuovo break, e 3-0 “pesante” per l’Ucraina, in totale controllo del match. Un dato parziale è eloquente: 40 punti vinti da Elina, 18 da Jasmine. L’ondata di Svitolina è inarrestabile, fa tutto bene e lo fa a tutto campo, senza mai calare e sbagliando quasi niente. Sconsolata Paolini, non riesce a tenere il ritmo della rivale, 4-0, quindi finalmente riesce a muovere lo score con un turno di servizio un po’ buttato via dalla rivale (4-1). Paolini ci prova in risposta nel sesto game, ci mette potenza ma Svitolina è brava contenere ed attaccare, per disinnescare immediatamente il tentativo di reazione dell’azzurra. Con uno scambio rocambolesco vinto sotto rete, l’ucraina vola 5-1. Soprattutto continua a volare in risposta, il colpo più decisivo nell’intero match, quello che le ha permesso di guadagnare spazio sul campo. Favoloso il rovescio in salto di Elina, un lungo linea perfetto, che vale alla tennista dell’Est il 15-30. Il game va ai vantaggi, si lotta punto su punto, con Jasmine che cerca di alzare maggiormente la parabola e Elina pronta ad anticipare a tutto braccio. Paolini porta a casa un altro game, 5-2, ma niente può in risposta nell’ottavo game, con Svitolina micidiale con l’accelerazione di rovescio e nella qualità complessiva di gioco. Con un Ace Elina si porta 40-15, con due match point. Basta il primo: tre diritti uno più bello dell’altro, finisce per 6-2. Una vittoria limpida, troppo brava. L’Italia abdica in Billie Jean King Cup, la finale sarà Repubblica Ceca vs. Ucraina.
Marco Mazzoni
Anhelina Kalinina b. Tyra Caterina Grant 6-3 6-4
Elina Svitolina b. Jasmine Paolini 6-2 6-2
Sara Errani /Jasmine Paolini vs Anhelina Kalinina /Lyudmyla Kichenok
