È servito quasi un giorno e mezzo per conoscere il vincitore di uno degli incontri più attesi in chiave italiana al Masters 1000 di Montreal. Il verdetto, però, è amaro per Matteo Berrettini, sconfitto dall’argentino Mariano Navone con il punteggio di 6-3 6-7(5) 6-3.

Il romano, favorito alla vigilia, ha avuto numerose opportunità per indirizzare diversamente la partita, ma ha pagato una percentuale estremamente negativa nella conversione delle palle break: appena una trasformata su dodici. Navone accede così al secondo turno dopo tre ore e tre minuti di gioco effettivo, distribuite però su una sfida interminabile a causa delle ripetute sospensioni per pioggia.

Berrettini parte bene, poi perde il controllo del primo set

L’incontro è cominciato con Berrettini immediatamente aggressivo in risposta. L’azzurro si è procurato due palle break, poi una terza, ma dopo appena nove punti la pioggia è tornata protagonista, costringendo i giocatori a rientrare negli spogliatoi.

Dopo circa due ore di attesa, Navone è riuscito a completare un lunghissimo game di apertura. Berrettini ha avuto bisogno di qualche minuto per ritrovare il ritmo, ma sul 2-2 è riuscito finalmente a strappare il servizio all’avversario, approfittando di un errore di diritto dell’argentino.

Il vantaggio è durato pochissimo. Due errori dell’italiano hanno permesso a Navone di ottenere l’immediato controbreak, cambiando l’inerzia del parziale. Berrettini ha avuto altre due occasioni sul 15-40 nel game successivo, ma ha commesso altrettanti errori di rovescio nei punti più importanti.

La situazione è peggiorata poco dopo. Tra errori gratuiti e un doppio fallo, il romano ha ceduto nuovamente la battuta, consentendo a Navone di salire sul 5-3. L’argentino ha poi annullato un’altra palla break e ha chiuso il primo set per 6-3.

Nuova sospensione e secondo set deciso al tie-break

Il secondo parziale è iniziato con Berrettini costretto a recuperare da 0-30 nel proprio turno di servizio. La combinazione tra battuta e diritto gli ha permesso di salvarsi, ma già nel secondo game è arrivata una nuova interruzione per pioggia.

I giocatori sono rimasti a lungo sul campo prima di essere nuovamente accompagnati negli spogliatoi. È trascorsa un’altra ora e mezza prima che la sfida potesse riprendere.

Navone ha conservato il servizio, mentre Berrettini è risalito da 15-30 per portarsi sul 2-1. Il parziale è rimasto equilibrato, con il romano costretto ai vantaggi nel settimo gioco e poi capace di procurarsi una palla break dopo un lungo scambio difensivo. L’argentino si è però salvato con un preciso rovescio incrociato.

Sul 6-5 Berrettini ha avuto due set point in risposta, ma li ha sprecati con due errori gratuiti. Il tie-break è stato altrettanto altalenante: l’azzurro si è portato sul 3-1, prima di restituire il minibreak di vantaggio a un Navone particolarmente efficace in difesa.

Sul 5-5, però, Matteo ha vinto uno degli scambi più combattuti della partita, obbligando l’avversario a sbagliare un diritto non impossibile. Questa volta il set point è stato trasformato e il 7-5 nel tie-break ha rimandato ogni decisione al terzo parziale.

Quattro errori consecutivi condannano Berrettini

La vittoria del secondo set sembrava poter cambiare definitivamente l’andamento della partita. Berrettini ha portato Navone ai vantaggi già nel primo game della frazione decisiva, ma nel turno successivo è incappato nel passaggio a vuoto più grave dell’incontro.

Dal 15-0, il romano ha commesso quattro errori consecutivi di diritto, cedendo il servizio. Navone ha poi recuperato da 0-30 nel game seguente e, anche con l’aiuto di qualche episodio favorevole, è salito sul 3-0.

Berrettini ha rischiato ancora sul 4-1, quando si è trovato sotto 0-30, ma è riuscito a ritrovare servizio e diritto per restare in partita. Nel game successivo ha recuperato addirittura da 40-0 sul servizio dell’argentino, senza però completare la rimonta: sul 40-40 un suo diritto è terminato di pochissimo oltre la linea.

È stato praticamente l’ultimo vero brivido della partita. Navone ha avuto bisogno di tre match point, ma alla fine ha potuto festeggiare grazie all’ennesimo diritto in rete dell’azzurro.

Una palla break trasformata su dodici

Il dato che fotografa meglio la sconfitta di Berrettini è quello relativo alle palle break. Il romano ne ha costruite dodici, ma è riuscito a convertirne soltanto una, proprio nel primo set. Una percentuale troppo bassa per cambiare il corso di un incontro così equilibrato e frammentato.

Fanno rumore anche i numeri relativi a vincenti ed errori non forzati. Navone ha chiuso con un bilancio di 11 vincenti e 42 errori gratuiti, mentre Berrettini ha fatto registrare 25 vincenti e ben 62 errori.

La durata ufficiale è stata di tre ore e tre minuti, ma il match si è protratto per quasi un giorno e mezzo considerando le lunghe interruzioni e i continui cambi di programma.

Per Berrettini si tratta di una pesante occasione mancata. L’azzurro ha avuto numerose possibilità per prendere il controllo dell’incontro, ma gli errori nei momenti decisivi e la scarsa efficacia sulle palle break hanno permesso a Navone di firmare la sorpresa e avanzare al secondo turno di Montreal.