L’ex numero 6 del mondo affrontato un argomento piuttosto delicato dopo aver battuto Stan Wawrinka al primo turno degli US Open

Matteo Berrettini ha messo fine alla carriera Slam di Stan Wawrinka, eliminandolo al primo turno degli US Open 2026. Il romano ha battuto lo svizzero esattamente come era successo a Wimbledon e si è assicurato un posto al 2° round, dove se la vedrà con l’argentino Mariano Navone anziché con la leggenda serba Novak Djokovic. L’ex finalista dei Championships ha sofferto nei primi due parziali, ma è stato più cinico nei momenti decisivi e ha potuto dilagare nella terza frazione.

“Ero partito bene, poi mi sono complicato la vita” – ha detto l’azzurro in conferenza stampa. “La cosa più importante è che ho fatto le scelte giuste nei momenti decisivi, giocando con intelligenza ed energia. I primi due set hanno fatto la differenza, poi sono andato avanti subito nel terzo ed è andato tutto liscio” – ha aggiunto l’ex numero 6 del mondo, che ha sicuramente una chance a New York vista la prematura eliminazione del 24 volte vincitore Slam.

Ad un certo punto della conferenza stampa, il noto giornalista Ben Rothenberg ha domandato a Matteo cosa ne pensa del fatto che il torneo sia sponsorizzato da una piattaforma di scommesse. “Si tratta di un argomento abbastanza delicato ed è capitato anche a me di avere a che fare con gli scommettitori. Si sono verificati episodi poco edificanti soprattutto nei Challenger ed è chiaro che vada fatto qualcosa, anche se non so precisamente cosa. A me personalmente non è mai piaciuto il mondo delle scommesse, però è inutile negare che faccia parte del nostro sport e, se non erro, parecchi soldi nel tour arrivano anche da lì.”

Berrettini ha raccontato una brutta esperienza capitata a suo fratello Jacopo: “Al Roland Garros ha ricevuto dei messaggi sul telefono con minacce alla mia famiglia e cose del genere. Ovviamente lui ha segnalato tutto all’ATP e anche noi abbiamo fatto lo stesso. Noi abbiamo 30 anni, siamo ormai adulti, ma ragazzi e ragazze più giovani possono essere condizionati molto più profondamente da questo tipo di messaggi. Siamo tennisti, quindi è importante fare tutto il possibile per creare un ambiente sicuro per tutti.”