Matteo Berrettini arriva al Masters 1000 di Shanghai dopo un torneo agro dolce nel 500 di Tokyo, tra la bella vittoria in rimonta su Davidovich Fokina (in grande forma dopo il suo titolo a Changdu) all’esordio e poi l’amarezza per la successiva sconfitta contro Vallejo con più di un rimpianto per l’andamento del primo set. Il romano attualmente è n.46 nel ranking e nel Masters 1000 cinese vanta una semifinale, disputata nel 2019, quando si fece strada battendo avversari forti come Bautista Agut e Thiem, arrendendosi solo a Zverev ad un passo dalla finale. Matteo ai microfoni di Sky Sport ha fatto un bilancio del suo 2026, impreziosito dalla bellissima cavalcata a Roland Garros ma anche qualche sconfitta di troppo, con una certa difficoltà a dare continuità ai risultati dopo una bella e convincente vittoria. Secondo l’ex finalista di Wimbledon, il bilancio del suo anno è finora positivo, anche per aspetti più personali legati alla gestione e non strettamente legati ai risultati in campo.

“Il mio 2026? È stato un anno intenso”, così definisce la sua stagione Berrettini, in attesa degli ultimi eventi ancora da giocare. “Ma così del resto sono state tutte le mie stagioni, per un motivo o per un altro… Ho dimostrato a me stesso di poter tenere un determinato livello, emozioni e risultati”.

“Ritengo che questo sport sia diventato sempre più elitario, sempre più difficile per una serie di motivazioni fisiche, mentali, di programmazione, di intensità… e ovviamente io devo essere bravo a gestire la mia storia, ovvero i miei infortuni, i miei risultati e le mie aspettative. Tutto questo messo insieme alcune volte è più semplice, altre assai di meno da gestire” riflette l’azzurro.

“Credo che fino a questo momento sia stato un anno importante. Ho imparato tantissimo perché nei tornei importanti come Wimbledon, come Parigi, sono riuscito a tirare fuori delle bellissime partite e dei bei risultati. L’obiettivo è quello di finire l’anno con la stessa energia che ho tenuto, cercando di giocare più partite possibili, cercando di fare bene e di tenere il livello alto. Anche accettare quando le cose non vanno bene come vorrei perché sono sempre stato un po’ duro con me stesso e sto imparando a volermi un po’ di più bene (sorride), non è semplicissimo”.

A Shanghai Berrettini esordirà contro lo statunitense Kovacevic (nessun precedente), con la prospettiva di affrontare Brandon Nakashima al secondo turno (n.16 del seeding, in grande ascesa dalla scorsa estate). Non un tabellone comodo, ma tutto dipenderà dalla energia di Matteo, la sua capacità di imporre il suo tennis e reggere nelle schermaglie difensive.