Matteo Berrettini analizza ai microfoni di Sky Sport la sconfitta con Brandon Nakashima al secondo turno del mille di Shanghai, soffermandosi sulle occasioni mancate, sulle sensazioni positive e sulla voglia di continuare a migliorare. L’azzurro riconosce i meriti dell’avversario, ma guarda anche agli aspetti positivi emersi dalla prestazione.

“Un’altra partita con un sacco di chance e soprattutto un primo set che grida vendetta. Ho avuto tre palle break, non sono riuscito a sfruttarle e sentivo che stavo giocando bene. Secondo me è stata una partita di alto livello: lui è stato molto solido e, alla fine, ha giocato meglio di me nei momenti cruciali”, ha spiegato Berrettini.

Le occasioni mancate e la voglia di migliorare

A fare la differenza sono stati soprattutto i pochi punti decisivi, un aspetto che assume ancora più importanza sulle superfici rapide. Berrettini, però, vuole ripartire dalle sensazioni positive e dalla condizione fisica, senza perdere la voglia di competere.

“Questo è uno sport che, soprattutto su superfici così rapide, si gioca su pochi punti. Mi porto dietro il fatto che fisicamente sto bene, che ho voglia di giocare, di competere, di stare lì e di migliorare ancora. Mi brucia parecchio quando perdo e questo è un buon segnale”.

Nonostante gli anni trascorsi nel circuito, il tennista romano sente di avere ancora margini di crescita e obiettivi da raggiungere. Il percorso intrapreso nelle ultime stagioni, secondo le sue parole, sta continuando a dare indicazioni incoraggianti.

“Nonostante sia sul Tour da un po’ di anni, c’è sempre qualcosa su cui si può migliorare e c’è sempre un obiettivo davanti, che non è soltanto vincere le partite. Sento che nel percorso che sto facendo da qualche anno a questa parte sto mettendo sempre dei tasselli importanti”.

Lo sguardo è già rivolto al futuro

Resta il rammarico per non essere riuscito a sfruttare le buone sensazioni con cui si era presentato al torneo e all’appuntamento di Tokyo. Berrettini sa, però, che nel tennis le occasioni possono arrivare anche quando meno te lo aspetti e non ha intenzione di fermarsi.

“Mi dispiace perché avevo buone sensazioni sia per questo torneo che per Tokyo, però so anche che il tennis è così: ti premia magari quando meno te lo aspetti. Continuerò a giocare, a spingere e vediamo un po’ che succede”.

Parole che raccontano la delusione per un’occasione sfumata, ma anche la determinazione di un giocatore che vuole continuare a lavorare per ritrovare continuità e togliersi nuove soddisfazioni.