Mattia Bellucci si ferma a un passo dal titolo nel Challenger 100 di Jingshan. Sul cemento cinese l’azzurro perde la finale contro Lloyd Harris, sesta testa di serie, con il punteggio di 1-6 6-3 7-6(4). Una sconfitta amara: dopo un primo set dominato, il mancino lombardo recupera un break di svantaggio nel terzo e arriva a procurarsi due match point sul 6-5, senza riuscire a trasformarli.
Primo set: Bellucci prende subito il comando
L’avvio è tutto dell’italiano, che strappa il servizio a Harris nel secondo game e scappa sul 3-0. Il sudafricano muove il punteggio, ma Bellucci continua a concedere pochissimo alla battuta e trova un secondo break nel sesto gioco. Avanti 5-1, Mattia chiude senza esitazioni: 6-1.
Secondo set: Harris reagisce e salva tre palle break
La finale cambia direzione nel quarto game della seconda frazione: Bellucci perde il servizio dopo essere stato avanti 40-30 e Harris allunga sul 4-1. Al momento di chiudere, però, il sudafricano deve superare un passaggio delicato. Sul 5-3 si ritrova sotto 0-40, ma cancella tre palle break consecutive e conquista il set per 6-3.
Terzo set: la rimonta e le occasioni per il titolo
Nel set decisivo Harris piazza il break sul 3-3 e sale fino al 5-3. Bellucci resta in partita e, quando l’avversario serve per il titolo, recupera la battuta alla quarta opportunità del game. Poi salva una palla break sul 5-5 e si porta avanti 6-5.
È qui che arrivano le occasioni più importanti: sul servizio di Harris, l’azzurro raggiunge il 15-40 e ha due match point consecutivi. Il sudafricano li annulla entrambi e trascina la finale al tie-break.
Bellucci resta in corsa fino al 4-3, poi Harris conquista gli ultimi quattro punti e si prende il trofeo.
Una settimana positiva, con un finale amaro
Resta il valore del percorso di Mattia, iniziato dalle qualificazioni e proseguito fino alla finale senza perdere un set. Nel tabellone principale aveva superato Alexandre Müller e Adam Walton, beneficiato del forfait di Bernard Tomic nei quarti e battuto Yanki Erel in semifinale. Il titolo sfugge però proprio quando sembrava nuovamente a portata di mano.
