Sascha sta vivendo probabilmente la miglior stagione della sua carriera, avendo finalmente spezzato la maledizione vincendo il suo primo titolo Slam
Il 2026 è stato un anno molto positivo per Alexander Zverev finora, soprattutto perché il tedesco ha spezzato finalmente la maledizione conquistando il suo primo Slam al Roland Garros. Il campione tedesco ha raggiunto anche la finale a Wimbledon, dove non si era mai spinto nemmeno fino ai quarti prima dell’edizione 2026. Dopo essersi concesso una breve vacanza a Maiorca, il nativo di Amburgo ha partecipato al Masters 1000 di Montreal, dove la sua corsa è terminata già all’esordio contro un ispirato Tallon Griekspoor.
Il vincitore di Parigi ha ammesso di non essersi sentito a suo agio in Canada e utilizzerà questi giorni per allenarsi in vista di Cincinnati, che sarà il suo ultimo test di preparazione in vista degli US Open a fine agosto. Durante l’ultimo episodio del podcast condotto da Boris Becker e Andrea Petkovic, l’ex campione tedesco ha analizzato il rendimento di Sascha negli ultimi mesi: “Ora gioca in maniera molto più offensiva rispetto al passato ed è anche più vario. Deve cercare di capitalizzare questo momento, perché ha 29 anni, non 25. Ci sono diversi giovani che stanno emergendo e l’età potrebbe iniziare a farsi sentire per Zverev, che è nel circuito già da molto tempo. Quando giochi Cincinnati o lo US Open per la dodicesima volta, c’è un po’ meno entusiasmo rispetto all’inizio, mentre lo sforzo da fare per vincere è sempre lo stesso, se non addirittura superiore.”
L’ex numero 1 del mondo ha spiegato un altro concetto importante: “Ad un certo punto della vita, il tennis non può più essere l’unica cosa che conta. Bisogna aver costruito qualcosa anche fuori dal campo, in modo da rimanere sempre con i piedi per terra. Il mio pensiero è che Alexander potrà rimanere a questo livello per un altro anno e mezzo o due, poi dovrà inventarsi qualcosa di diverso.”
