Due Slam vinti nel 2026 e tre finali Major disputate di fila, incluso un Australian Open nel quale ha servito per accedere alla finale, poi rimontato e sconfitto da Alcaraz. Questi i risultati di Alexander Zverev nella stagione, una continuità pazzesca nei massimi appuntamenti ma nonostante tutto il tedesco dopo aver trionfato a New York ha ricevuto moltissime critiche, per l’assenza “incrociata” di Jannik e Carlos tra Roland Garros e US Open o le loro scadenti condizioni per colpa di malesseri e infortuni pregressi, e tabelloni “comodi”. Una situazione che Boris Becker, leggenda del tennis tedesco, non accetta. Il tre volte campione di Wimbledon, oggi stimato commentatore in occasione dei grandi appuntamenti stagionali, ha difeso a spada tratta il connazionale dalle troppe e ingiuste critiche ricevute nel corso del podcast registrato con Andrea Petkovic.
“Ho pensato che sia un peccato che, subito dopo la vittoria a New York, siano arrivate forti critiche a Zverev: ‘Sì, ha vinto solo perché Alcaraz e Sinner non hanno giocato, oppure perché Alcaraz ha giocato e Sinner era infortunato’. Oppure cose tipo: ‘Ha avuto un tabellone facile'” afferma Becker nell’ultima puntata del podcast. “Partiamo da un primo punto: non è colpa sua se Sinner si infortuna prima del torneo. Non è colpa sua se Alcaraz è rimasto quattro mesi fuori per infortunio e, per fortuna, è tornato, ma nei quarti contro Shelton ha perso. Non è colpa sua se tutte le teste di serie della sua metà del tabellone vengono eliminate presto. Lui può battere soltanto l’avversario che si trova di fronte dall’altra parte della rete. Trovo tutto questo davvero inaccettabile. È un’incredibile mancanza di rispetto nei confronti della sua prestazione”.
“Se fosse un episodio isolato, una semplice coincidenza, allora sarebbe un altro discorso. È arrivato in finale per la terza volta consecutiva in uno Slam. In realtà, avrebbe dovuto essere in finale anche a Melbourne: in semifinale aveva servito per il match contro Alcaraz, quindi ha mancato la quarta finale su quattro per pochissimo. Questo ragazzo avrebbe potuto raggiungere la finale in tutti e quattro gli Slam disputati quest’anno. Ne ha giocati tre, è l’attuale campione del Roland Garros ed è stato finalista a Wimbledon. Ora la gente deve finalmente, nella fase di maturità della sua carriera, riconoscergli il rispetto che merita. Non sto parlando da tedesco. Lo dico da atleta, da tennista. Bisogna rispettare i giocatori che semplicemente scendono in campo e fanno il loro lavoro, ottenendo risultati. Ed è per questo che sono molto felice che Sascha abbia vinto”.
Zverev di par suo è stato assai franco, affermando che quando i suoi due grandi rivali sono in competizione e al massimo della forma restano un gradino sopra, in particolare Sinner, che il tedesco reputa il migliore al mondo per qualità complessiva. Dopo il trionfo a New York, Zverev sarà presente in Coppa Davis con la Germania nella sfida contro la Croazia, in programma dal 19 al 20 settembre. In palio un posto alle Final 8 di Bologna il prossimo novembre. Ma oltre alla nazionale, Zverev è atteso da un autunno importantissimo per cercare di restare leader nella Race stagionale e quindi terminare la stagione alle Finals di Torino da n.1 ATP. È uno scenario per lui assai possibile: prima della fine dell’anno, Sinner dovrà difendere 3.650 punti, mentre Zverev ne avrà in palio soltanto 1.030. Se Zverev riuscisse a raggiungere la vetta del ranking, diventerebbe il 30° giocatore nella storia a occupare il primo posto della classifica dalla nascita dell’ATP.
