Lo specialissimo evento che ha dato il via alla stagione tennistica tornerà anche per la prossima stagione. Il One Point Slam è infatti stato appena riconfermato dall’organizzazione dell’Australian Open. Un milione di dollari australiani in palio (circa 610mila euro), tutti nelle tasche del vincitore. Lo stravagante e avvincente format resterà invariato: amatori e professionisti si sfideranno, senza distinzioni di sesso, con un unico punto in ballo e un servizio assegnato al vincitore di carta, forbice, sasso. Si procederà come un semplice tabellone a torneo, con eliminazione diretta, che si consumerà in pochissimo tempo.

La serata più discussa dell’estate down under non ha avuto come vincitore finale né Jannik Sinner né Carlos Alcaraz. Ma Jordan Smith, che si è aggiudicato la prima storica edizione del 2026. L’australiano, entrato nel torneo dopo aver passato le qualificazioni in seguito alla conquista del titolo del Nuovo Galles del Sud, ha acceso i riflettori su di sé, giustiziando anche grandi nomi del tennis internazionale. Nel suo percorso ha vinto il punto proprio contro Jannik Sinner e Amanda Anisimova, prima di aggiudicarsi la finale contro Joanna Garland, allora numero 117 del mondo. Un evento unico, scolpito nella memoria di Smith, che da giocatore amatoriale mai si sarebbe aspettato di conquistare un tale bottino sulla Rod Laver Arena.

Come partecipare al One Point Slam

Per partecipare al One Point Slam, il processo è il medesimo della passata edizione. Club, associazioni e scuole partner di tutta l’Australia potranno candidarsi per organizzare tornei di qualificazione, dai quali usciranno alcuni dei giocatori presenti all’evento. La serata, sponsorizzata da Haier, aprirà le danze prima che il tabellone principale dell’Australian Open prenda il via dal 17 al 31 gennaio. Ovviamente, contestualmente ai giocatori qualificati, ci saranno i migliori tennisti del circuito.

Il servizio a sorteggio, l’assenza della seconda e il gioco deciso su un solo punto rendono l’esito dello scambio incerto al 100%. Eliminati tutti i fattori che separano un professionista da un amatore, le probabilità di vittoria sono pari: è come lanciare una monetina. E guarda caso l’anno scorso fu proprio uno “sconosciuto” a vincere il premio finale.

Perché il format ha funzionato ed è stato riproposto

Se prima dell’inizio dell’evento c’era molta perplessità, alla fine della serata non c’è stato un singolo appassionato di tennis che non avesse ammiccato un sorriso guardando il One Point Slam. Perché, separandosi per un attimo dall’estrema competitività che lo sport e il tennis impongono, vedere atleti ridere, scherzare, fronteggiarsi con giocatori anonimi e addirittura perdere ha rotto la “terza parete” che esiste tra giocatore e fan. Ognuno, dopo quella sera, ha pensato: “Allora anche io posso vincere un punto contro Sinner”. E oltre aver catturato l’attenzione di tutti, il format è anche scivolato via piacevolmente grazie al disteso clima tra i tennisti. Risate, sorrisi, prese in giro anche tra grandi rivali e tanto altro. Con il One Point Slam abbiamo tutti, per un attimo, dimenticato di essere alle porte del primo Slam della stagione e ci siamo catapultati, per un paio d’ore, in una dimensione nuova, ben ritmata e conclusa con il più improbabile degli esiti.