Il fuoriclasse spagnolo torna in semifinale a Tokyo nonostante le difficoltà al servizio. Ad attenderlo c’è il suo connazionale Munar

Non è certamente la versione migliore di Carlos Alcaraz quella che stiamo ammirando all’ATP 500 di Tokyo. L’ex numero 1 del mondo – arrivato in Giappone con pochissimo anticipo dopo la Laver Cup a Londra – ha comunque raggiunto le semifinali per il secondo anno consecutivo, mantenendo vivo il sogno di difendere il titolo vinto nel 2025. Il campione in carica ha beneficiato del ritiro di Denis Shapovalov nei quarti sul punteggio di 7-6(3) 2-1 dopo 82 minuti di gioco. Come già era accaduto nei round precedenti, il sette volte campione Slam ha faticato tremendamente al servizio e ci sono stati ben sei break nella frazione inaugurale. Il canadese ha accusato un problema all’anca all’inizio del secondo set, subito dopo essersi allungato per recuperare un dritto lungolinea di Alcaraz.

“Non sono riuscito a trovare ritmo al servizio ed è stato un po’ frustrante” – ha ammesso il 23enne di Murcia al termine della partita. “Sono felice del modo in cui ho reagito dopo ogni break. Credo che anche il pubblico si sia divertito, visto che ci sono stati grandi scambi e diversi punti spettacolari. Mi dispiace molto che Denis si sia dovuto ritirare. Andare in semifinale in questo modo non era ciò che desideravo, ma a volte lo sport è crudele e bisogna accettarlo. Speriamo che si rimetta in sesto per il Masters 1000 di Shanghai” – ha aggiunto Carlitos.

Ad attendere Alcaraz in semifinale c’è il suo connazionale Jaume Munar, che ha sbrigato la pratica Kyrian Jacquet con un 6-4 6-2 piuttosto autorevole. Per lo spagnolo si tratta dell’ottava semifinale in carriera nel circuito ATP, a distanza di quasi un anno dall’ultima volta (risalente a Basilea nell’ottobre 2025). Munar ha trovato fin da subito ottime sensazioni su questi campi, avendo eliminato il finalista della passata edizione Taylor Fritz al primo turno.