Il carrarino gestisce alla perfezione un esordio molto ostico e se la vedrà con il neo numero 1 al mondo. Un Darderi non al top va fuori mestamente
Lorenzo Musetti non aveva un compito facile al Masters 1000 di Parigi, visto che l’urna non era stata benevola nei suoi confronti. Chiamato ad affrontare un osso duro su questi campi come Hubert Hurkacz, il giocatore italiano ha sfoderato una prestazione solidissima battendo il polacco grazie allo score di 7-6(3) 7-6(10) in 1 ora e 43 minuti. La sfida è stata dominata dai servizi, complice anche la superficie rapida, e il carrarino è stato bravo ad annullare l’unica palla break avuta a disposizione da Hubi (che è stata l’unica nell’arco dell’intero incontro).
Il tiebreak della seconda frazione è stato tiratissimo, con l’azzurro capace di salvare due set point al rivale prima di chiudere al quarto match point utile. Per Musetti si tratta della prima vittoria nell’ultimo Masters 1000 della stagione dall’edizione 2022, quando fu protagonista di una cavalcata molto brillante (il torneo si svolgeva ancora a Bercy). Al secondo round lo attende il neo numero 1 al mondo Alexander Zverev, in quella che si preannuncia come una contesta affascinante sotto tutti i punti di vista. Il toscano è avanti 3-2 negli scontri diretti con il tedesco e si giocherà le sue carte anche sul cemento indoor, dove Sascha è in grado di fare la differenza con il suo poderoso servizio.
L’altro italiano impegnato nella mattinata parigina era Luciano Darderi, ma la sua run è terminata mestamente contro Rinky Hijikata. Va detto che l’azzurro non era al top della condizione a causa di una forma influenzale e l’australiano ne ha approfittato per imporsi con un doppio 6-2 in appena 64 minuti. Il cemento indoor non rappresenta certamente il terreno ideale per il gioco di Luciano, che ha subito tre ko su quattro incontri disputati fra Almaty, Vienna e Parigi. Più tardi scenderà in campo Matteo Arnaldi opposto a Cameron Norrie, mentre bisognerà attendere il tardo pomeriggio per il derby tra Mattia Bellucci e Lorenzo Sonego.
