Il primo azzurro in campo quest’oggi nella capitale francese si è arreso all’idolo di casa in maniera abbastanza netta
Il primo azzurro a scendere in campo quest’oggi al Masters 1000 di Parigi è stato Mattia Bellucci, opposto al padrone di casa Arthur Rinderknech sul Campo 1. Si sapeva che era un match difficile e che la superficie rapida avrebbe aiutato il francese, che sa essere pericolosissimo quando può ottenere tanti punti al servizio ed essere aggressivo. A prevalere è stato l’attuale numero 68 al mondo grazie allo score di 6-4 6-1 in appena 65 minuti di gioco. Come si evince dal punteggio, c’è stato equilibrio soltanto nella frazione inaugurale, poi il transalpino ha decisamente fatto il vuoto agevolato anche da qualche errore di troppo dell’italiano.
Rinderknech ha fatto la differenza soprattutto con la prima di servizio, scagliando 7 aces (a fronte di un solo doppio fallo) e mettendo castamente in difficoltà il rivale dalla linea di fondo. La prestazione di Bellucci è stata invece troppo altalenante, sebbene vada segnalata la sua efficacia nei pressi della rete, dove ha portato a casa 7 punti su 9 discese totali. Arthur ha chiuso la partita con un ottimo bilancio fra vincenti e gratuiti (18-12), mentre Mattia ha collezionato 12 winners incappando in 16 errori. Prosegue dunque il torneo dell’idolo di casa, che affronterà Ben Shelton per un posto nei quarti di finale.
L’americano – che non ha esattamente brillato dopo la finale raggiunta allo US Open – ha molta pressione questa settimana, avendo appena ufficializzato il suo sodalizio con Juan Carlos Ferrero. Quest’ultimo lo aiuterà già durante la settimana delle ATP Finals di Torino, ma è nel 2027 che la loro partnership entrerà davvero nel vivo. “Sono davvero emozionato, penso che sia una ottima persona e che potremo lavorare bene insieme. Mi auguro che il 2027 sia un grande anno per noi. Stiamo parlando di uno dei migliori coach del mondo, quello che ha fatto con Carlos Alcaraz è stato formidabile” – sono state le parole di Ben.
