Una decisione destinata a modificare profondamente il calendario del tennis professionistico. ATP e WTA starebbero valutando la possibilità di abbandonare i tornei di Doha e Dubai a causa della crescente instabilità politica e militare in Medio Oriente.
L’ipotesi è emersa dopo quanto accaduto durante la stagione 2026, quando numerosi giocatori e componenti degli staff sono rimasti bloccati nella regione per diverse ore a causa della chiusura dello spazio aereo. Tra i tennisti coinvolti figuravano anche Daniil Medvedev, Andrey Rublev e Karen Khachanov.
Medvedev aveva appena conquistato il torneo di Dubai quando la situazione è precipitata. Complessivamente, circa 40 persone tra giocatori, allenatori e giornalisti avrebbero vissuto momenti di forte tensione, con lanci di missili segnalati nella zona e l’impossibilità di lasciare immediatamente il Paese in aereo.
Un episodio che avrebbe spinto le due organizzazioni a studiare un piano alternativo per proteggere giocatori e addetti ai lavori, evitando che una situazione simile possa ripetersi nelle prossime stagioni.
Singapore, Australia ed Europa tra le possibili alternative
Secondo quanto riportato da “The i Paper”, la WTA starebbe valutando Singapore e Australia come possibili destinazioni alternative per i propri tornei. L’ATP, invece, preferirebbe mantenere gli appuntamenti nello stesso periodo dell’anno, ma trasferendoli in Europa.
Attualmente la trasferta mediorientale precede i Masters 1000 di Indian Wells e Miami. Un’eventuale cancellazione di Doha e Dubai comporterebbe quindi una profonda riorganizzazione del calendario, dei viaggi e della preparazione dei giocatori.
La decisione più importante riguarderebbe soprattutto il circuito femminile. I tornei di Doha e Dubai sono infatti due appuntamenti di categoria WTA 1000, mentre nel calendario maschile gli eventi della regione hanno un peso inferiore, pur rappresentando tappe economicamente molto rilevanti.
La WTA ha già compiuto un primo passo allontanandosi dalla regione con il trasferimento delle Finals da Riyadh a Indian Wells. Una scelta arrivata nonostante fosse ancora previsto un altro anno dell’accordo con la capitale dell’Arabia Saudita.
Gli enormi interessi economici in Medio Oriente
Un eventuale addio non sarebbe però semplice. Negli ultimi anni il Medio Oriente ha investito somme considerevoli nel tennis e ha attirato i migliori giocatori del mondo attraverso tornei ufficiali ed esibizioni milionarie.
A partire dal 2028, inoltre, l’Arabia Saudita dovrebbe ospitare un nuovo Masters 1000 maschile. La cancellazione degli eventi di Doha e Dubai potrebbe quindi generare un importante conflitto di interessi e provocare perdite economiche considerevoli per entrambi i circuiti.
Un primo test sarà rappresentato dal Six Kings Slam di Riyadh, in programma nelle prossime settimane con la partecipazione annunciata di campioni come Carlos Alcaraz, Novak Djokovic e Jannik Sinner. L’organizzazione e le condizioni di sicurezza dell’esibizione potrebbero offrire indicazioni importanti sulle future decisioni di ATP e WTA.
Per il momento si tratta soltanto di un piano alternativo e non è stata presa alcuna decisione definitiva. Tuttavia, dopo quanto accaduto nel 2026, la sicurezza dei protagonisti è diventata una priorità impossibile da ignorare. Il futuro dei tornei di Doha e Dubai appare quindi meno certo rispetto al passato.
