Palline nuove più spesso per contrastare il rapido deterioramento durante le partite. È la soluzione che l’ATP sperimenterà al torneo di Stoccolma, in programma dall’8 al 14 novembre 2026: l’intervallo tra i cambi passerà dai consueti nove game a sette.

Secondo quanto riportato da Punto de Break, il torneo svedese sarà il banco di prova di una modifica pensata per rispondere alle numerose lamentele dei giocatori sulla qualità e sulla durata delle palline. La valutazione dell’esperimento servirà a decidere se estendere la misura al circuito nel 2027.

Perché cambiare le palline più frequentemente

Negli ultimi anni diversi tennisti hanno denunciato una perdita troppo rapida delle caratteristiche iniziali delle palline. La contestazione più ricorrente riguarda la loro tendenza a diventare più voluminose e meno reattive dopo pochi giochi, rendendo più difficile imprimere velocità e rotazioni.

La prova di Stoccolma interviene sulla durata del loro utilizzo in partita: accorciare l’intervallo tra una sostituzione e l’altra dovrebbe consentire di giocare più frequentemente con palline ancora vicine alle condizioni iniziali. Saranno però le risposte raccolte durante il torneo a permettere una valutazione concreta dell’efficacia della misura.

Dai nove ai sette game

Nella procedura abituale, il primo cambio avviene dopo sette giochi per tenere conto anche dell’utilizzo durante il riscaldamento; le sostituzioni successive seguono invece intervalli di nove game.

La novità annunciata per Stoccolma riguarda quindi la riduzione dell’intervallo ordinario a sette giochi. L’attenzione sarà rivolta soprattutto alla possibilità di mantenere caratteristiche di gioco più costanti nel corso dell’incontro, limitando la fase in cui l’usura delle palline diventa maggiormente avvertibile.

Più palline e costi da valutare

La modifica comporterà un maggiore utilizzo di palline, con conseguenze sui costi sostenuti dagli organizzatori. Anche questo aspetto dovrà essere considerato prima di un’eventuale applicazione su scala più ampia.

Stoccolma rappresenterà dunque un primo test per capire se un intervento sulla frequenza dei cambi possa offrire una risposta utile alle proteste dei professionisti. L’eventuale introduzione generalizzata nel 2027 dipenderà dal bilancio dell’esperimento: per il momento, la sperimentazione resta legata all’appuntamento svedese.