Secondo il cliché, nello sport, confermarsi è sempre più difficile che affermarsi per la prima volta. È la sfida che si presenta di fronte ad Arthur Fery, diventato il numero uno britannico dopo le due settimane da sogno vissute a Wimbledon 2026. La sua vita è cambiata completamente sull’erba dell’All England Club, dove ha quasi raddoppiato il bottino di vittorie ATP in carriera raggiungendo la sua prima semifinale sul circuito maggiore in uno Slam e diventando il quarto giocatore ad aver mai raggiunto la semifinale Major nel singolare maschile da wild card.

Il trono d’Inghilterra

Il suo primato nazionale è già a rischio, perché Cameron Norrie, il reggente del regno dall’abdicazione (temporanea) di Jack Draper, lo supererà di una posizione (i due saranno numeri 36 e 37) al termine di questa settimana grazie agli ottavi di finale raggiunti al Masters 1000 di Montreal 2026. Per riprenderselo, gli basterà vincere una partita in più del connazionale (anche lui nato fuori dai confini nazionali, a Johannesburg, Sud Africa) al Masters 1000 di Cincinnati, un obiettivo che lo stimola, come ha raccontato ai microfoni di Sky Sports UK: “È un onore essere il numero uno britannico, era un sogno, ne sono orgoglioso. È successo tutto di colpo, so che ci sono tanti giocatori che vogliono il mio posto ma voglio tenermelo“.

Nuove aspettative

Dopo un picco simile, il classe 2002 nato in Francia ma cresciuto proprio a Wimbledon, ha deciso comprensibilmente di staccare per qualche settimana, saltare i primi tornei sul cemento nordamericano, e prepararsi al meglio per il Masters 1000 in Ohio. Torneo che affronterà da testa di serie e con nuove aspettative, che lui però vede con filosofia: “Prenderò ogni match con la giusta prospettiva, lavorando duro tutti i giorni, sia in allenamento che ai tornei, e vedremo dove mi porterà”.

Non solo comincerà per la prima volta un tabellone ATP potendo saltare il primo turno (il privilegio delle teste di serie), ma affronterà il secondo (contro uno tra James Duckworth e un qualificato) da favorito sulla carta: “Non voglio mettermi pressione inutile addosso, devo continuare a fare quello che ho fatto finora. Sta funzionando, quindi continuerò ad andare in quella direzione”.

Nonostante Fery sia nato in un contesto agiato (il padre Loïc Féry è proprietario dal 2009 del Lorient FC, club di Ligue 1), durante la sua carriera tennistica ha dovuto attraversare tantissimi problemi fisici, in particolare una lacerazione da stress osseo al braccio destro che lo ha costretto a saltare gran parte delle stagioni 2024 e 2025. Per questo sa che non deve dare nulla per scontato, nemmeno la possibilità di potersi allenare con continuità: “Finalmente sto riuscendo a stare in salute per tante settimane di fila, sono riuscito a riempire il mio calendario dopo l’Australian Open e voglio sfruttare questo momento. L’obiettivo è provare a essere testa di serie anche agli US Open”.