La giocatrice filippina si è trovata a dover compiere una scelta importante, ma ha deciso alla fine di rappresentare la sua nazionale ai Giochi Asiatici
Alexandra Eala è finita, suo malgrado, al centro di un vero e proprio caso internazionale. Tutto nasce dalla decisione della giocatrice filippina di rappresentare la sua nazionale ai Giochi Asiatici – che si stanno svolgendo proprio in questi giorni – e che vede la Eala come una delle principali favorite per la medaglia d’oro. Nulla di strano, almeno in apparenza, se non che questo ha comportato la rinuncia per la classe 2005 di dover rinunciare alla partecipazione del WTA 1000 di Pechino, uno dei tornei che la WTA rende obbligatori per le giocatrici.
Il regolamento vuole infatti che tutte le giocatrici che ne hanno diritto, devono obbligatoriamente partecipare ad almeno 6 tornei combined. Da qui è nata la controversia che ha visto protagonista Eala: la WTA ha stabilito che la partecipazione ai Giochi Asiatici non fosse una motivazione sufficientemente valida per concedere una deroga alla filippina. Per questo non ci saranno sconti per la Eala, che dovrà aggiungere uno ‘0’ in classifica e si vedrà recapitare una multa dal valore di 10.000$. Va anche specificato che la decisione presa dall’attuale numero 17 del mondo è in contrapposizione a quella di Janice Tjen – numero 51 del ranking WTA – che invece ha preferito partecipare al torneo di Pechino.
Un caso che dovrebbe far riflettere la WTA, che ha deciso in un momento storico particolarmente delicato – vista la situazione finanziaria in cui versa – di dare ‘contro’ a una delle poche protagoniste che potrebbe risollevare l’immagine del tour. Eala è infatti una delle giocatrici più amate nel tour ed è un vero e proprio simbolo della sua nazione – e lo sarà ancora di più dopo questo caso – e gli stadi di tutto il mondo si riempiono quando deve scendere in campo.
