Sei anni dopo l’incredibile sconfitta per mano di Thiem, Zverev si prende il titolo agli US Open e conquista il secondo Slam di una stagione da sogno

Era il 13 settembre 2020, Alexander Zverev perde la finale degli US Open contro Dominic Thiem mancando due match point. Esattamente sei anni più tardi e 2191 giorni dopo, Zverev si va a prendere quel titolo che gli era sfuggito ed è il campione degli US Open 2026! Il tennista tedesco si è imposto su Ben Shelton con il punteggio di 6-3, 7-6, 5-7, 6-2 in poco più di tre ore e mezza di gioco, conquistando il secondo Slam della carriera. L’americano dal canto suo ha pagato a caro prezzo lo scotto della prima finale Slam, entrando nel vivo dell’incontro soltanto a metà del secondo set e non riuscendo a risalire la china fino in fondo. Zverev mette la ciliegina sulla torta a un 2026 da sogno con due titoli Slam, tre finali Major e la prima posizione nella ‘Race’ ATP, scavalcando Sinner e portandosi a 8.650 punti.

Partenza contratta per Shelton – visibilmente emozionata per la prima finale Slam – e un turno di battuta subito complicato da gestire, con il doppio fallo che arriva sulla prima palla break del match. Zverev risponde a suo modo infilando quattro prime su cinque nel successivo turno di battuta, consolidando il break ottenuto e salendo così sul 2-0. L’americano sembra essere uscito velocemente dalla tempesta iniziale e tiene i due successivi turni di battuta a zero, evitando quindi di farsi ulteriormente condizionare dalla situazione ambientale. Nell’ottavo gioco arriva probabilmente l’occasione migliore per Shelton di farsi sotto in risposta: sul punteggio di 15-30, l’americano ha la possibilità di giocare un dritto a campo aperto che lo avrebbe portato ad avere due palle break, ma stecca completamente e la palla finisce ben lontana dalla linea di fondo. Il parziale si chiude esattamente nella stessa maniera con cui si era aperto: palla break per Zverev nel nono game, doppio fallo di Shelton, 6-3. Il tedesco ha perso un solo punto con la prima di servizio – 15 su 16, 94% – mettendo a referto lo stesso numero di vincenti ma con l’americano che ha commesso quattro non forzati in più.

Nuovo set, nuove abitudini per Shelton, che pure concede una palla break nel corso del quarto gioco, ma stavolta riesce a salvarsi con una buona prima. Zverev continua ad apparire visibilmente più centrato e la sensazione è di totale controllo da parte sua, consapevole di trovarsi nella posizione migliore per portare a casa il titolo. Se in campo gli equilibri restano sostanzialmente invariati, la situazione inizia a farsi calda sugli spalti dell’Arthur Ashe: il pubblico inizia a spingere in ogni modo Shelton, scadendo anche in comportamenti poco sportivi – e di per sè evitabili – come applaudire tra la prima e la seconda di Zverev. Il parziale scorre via senza grandi emozioni, con l’americano che nel dodicesimo gioco si trova sotto 0-30 ma riesce a risalire la china e trascinarsi al tie-break: un passante di dritto e un lungo linea di rovescio sui primi due servizi di Shelton portano Zverev rapidamente sul 5-0. Senza particolari difficoltà il tedesco si procura quattro set point, e sul primo arriva l’ennesima prima vincente che vale il set, 7-6.

Il terzo set vive sulla falsa riga del secondo, con i due giocatori che sembrano studiarsi tra un turno di battuta e l’altro. Shelton ha il vantaggio di servire per primo, ma anche l’onere di dover rimontare due set a zero come mai accaduto in prima in carriera. Nel sesto game arriva dopo oltre due ore di gioco la prima palla break in favore di Shelton: sul 30-30 Zverev gioca un dritto lungo linea che finisce largo di un soffio, ma si salva sul punto successivo con un rovescio in cross perfetto. Nonostante l’occasione mancata, ora Shelton sembra essere totalmente dentro il match, concedendo solo tre punti al servizio e tenendo a zero tre turni di battuta, 5-4. L’americano costringe Zverev ad alzare il livello dopo due ore e mezza di gioco, con il tennista tedesco che però non si fa trovare pronto: nel dodicesimo gioco si trova sotto 0-40 e con tre set point da annullare, salvato il primo non riesce però a chiudere la volee sul secondo, 7-5 Shelton.

L’americano però commette l’errore forse più grave dell’intero match, non sfruttando l’onda lunga del set vinto e finendo subito sotto a inizio terzo set. Nel primo game del parziale, infatti, Zverev si prende il break di vantaggio al termine dell’ennesimo lungo scambio che sta caratterizzando questa fase della finale e si porta rapidamente sul 2-0. Il tedesco sembra essersi lasciato alle spalle il passaggio a vuoto del set precedente, e grazie al break di vantaggio riesce a condurre le operazioni senza troppa difficoltà. Shelton non riesce a scuotersi dal torpore e nel settimo gioco si consegna definitivamente al suo avversario: sotto 15-40, l’americano entra di nuovo nello scambio, con Zverev che gioca un paio di volee incredibili e realizza il break, 5-2. Andato a servire per il titolo, il tedesco dimostra la sua maturità e chiude al primo match point utile con l’ennesima prima vincente.