Carlos Alcaraz torna ad alzare un trofeo e lo fa difendendo il titolo di Tokyo. Lo spagnolo supera Jiri Lehecka per 7-6(4), 6-4 nella finale dell’ATP 500 giapponese, conquistando il terzo titolo della stagione dopo Australian Open e Doha. Un successo che interrompe un’attesa di quasi otto mesi e rappresenta un passaggio importante nel suo ritorno ai vertici dopo il lungo stop per l’infortunio al polso.

Anche nell’ultimo atto Alcaraz deve superare una partenza complicata, ma cresce durante la partita e trova le soluzioni migliori nei momenti decisivi. Recupera un break nel primo set, ribalta un tie-break che lo vedeva in difficoltà e nella seconda frazione sfrutta l’unica occasione necessaria per prendere il largo.

Primo set: Lehecka parte forte, Alcaraz recupera dal 1-3

L’avvio è tutto del ceco. Nel game iniziale Alcaraz scivola subito sullo 0-40: annulla le prime due palle break, ma sulla terza perde il servizio. Lehecka consolida il vantaggio tenendo la battuta a zero e si porta sul 2-0.

Lo spagnolo muove il punteggio con un turno di servizio senza concedere punti, ma inizialmente non riesce a incidere in risposta. Lehecka conquista a zero anche il suo secondo game di battuta e sale sul 3-1, confermando l’efficacia del servizio mostrata durante il torneo.

Alcaraz resta vicino e nel sesto gioco trova finalmente un varco. Il ceco si ritrova sotto 0-30, recupera, ma deve affrontare una lunga lotta ai vantaggi. Carlos si procura tre palle break e sulla terza trova un rovescio lungolinea che gli permette di recuperare lo svantaggio: 3-3 e partita nuovamente aperta.

Da quel momento entrambi difendono il servizio. Alcaraz passa avanti sul 4-3, poi sul 5-4 e sul 6-5, mentre Lehecka risponde ogni volta e porta il parziale al tie-break.

Dal 2-4 a cinque punti consecutivi: Carlos ribalta il tie-break

L’equilibrio si spezza inizialmente in favore del ceco. Lehecka conquista un minibreak e si porta sul 3-1, mantenendo poi il margine fino al 4-2.

Alcaraz, però, cambia passo proprio quando rischia di perdere il controllo del set. Un’ottima risposta, le variazioni e la capacità di accelerare gli consentono di ribaltare la situazione: dal 2-4 conquista cinque punti consecutivi, chiudendo il tie-break per 7-4.

È il primo snodo della finale. Lo spagnolo incassa il premio di una rimonta costruita prima nei game e poi nella fase più delicata del parziale, mentre Lehecka deve ripartire dopo aver visto sfumare due vantaggi.

Secondo set: il break sul 3-3 decide la finale

La seconda frazione comincia senza strappi. Lehecka tiene il servizio in apertura e Alcaraz risponde, con entrambi capaci di difendere i propri turni di battuta fino al 3-3.

La svolta arriva nel settimo gioco. Carlos aumenta la pressione in risposta, raggiunge il 15-30 e, dopo il recupero del ceco, si procura una palla break sul 30-40. Lo spagnolo sfrutta subito l’occasione, costringendo Lehecka all’errore a rete e portandosi sul 4-3.

Alcaraz consolida il vantaggio nel game successivo e sale sul 5-3. Il ceco riesce a prolungare la partita tenendo il servizio, ma quando Carlos torna alla battuta per il titolo non lascia spazio a un altro ribaltamento: quattro punti consecutivi, chiusura a zero e 6-4 finale.

Il ritorno al titolo e lo sguardo verso Shanghai

Tokyo consegna ad Alcaraz il 27º titolo della carriera e prolunga a 21 vittorie consecutive la sua serie nei tornei ATP 500. Soprattutto, gli restituisce un successo che mancava da Doha, dopo mesi nei quali il problema al polso aveva interrotto la sua stagione.

Il percorso giapponese ha avuto diversi momenti difficili, ma Carlos li ha superati fino a completare la difesa del trofeo conquistato nel 2025. Ora il calendario propone il Masters 1000 di Shanghai: lo spagnolo ci arriva con più partite nelle gambe e con la fiducia di chi è tornato a vincere.

Alcaraz ritrova il titolo e racconta le paure: “Mi chiedevo se sarei tornato quello di prima”

Il trofeo di Tokyo vale molto più di una vittoria per Carlos Alcaraz. Dopo aver battuto Jiri Lehecka per 7-6(4), 6-4 e conquistato per il secondo anno consecutivo l’ATP 500 giapponese, lo spagnolo ha raccontato la soddisfazione per il ritorno al successo, ma anche le paure che lo avevano accompagnato durante lo stop per l’infortunio al polso.

Quasi otto mesi dopo l’ultimo titolo, conquistato a Doha, Alcaraz torna a sorridere con una coppa tra le mani. E nelle dichiarazioni dopo la finale emerge quanto questo risultato conti nel suo percorso di recupero.

“Sono molto felice di tornare ad alzare un trofeo, era passato parecchio tempo. Questo è particolarmente speciale dopo il mio infortunio: tornare e vincere il titolo al mio secondo torneo è molto importante per me”, ha spiegato Carlos.

“Non ho sempre giocato bene, ma ho trovato le soluzioni”

La settimana giapponese non è stata una marcia senza ostacoli. Alcaraz ha attraversato momenti difficili, alternando passaggi di grande qualità ad altri nei quali ha dovuto rincorrere il punteggio e correggere ciò che non funzionava.

Anche la finale è cominciata con un break subito, ma lo spagnolo ha recuperato e trovato maggiore continuità, imponendosi nei momenti decisivi. Proprio la capacità di adattarsi è uno degli aspetti che lo rendono più soddisfatto.

“In alcuni momenti della settimana non ho giocato bene, ma sono molto contento di come ho trovato le soluzioni”, ha sottolineato.

Il successo contro Lehecka gli ha poi consegnato una sensazione particolarmente positiva: “Questa è stata la migliore partita della settimana, o almeno quella in cui ho giocato con maggiore continuità”.

Un giudizio che dà ulteriore valore al titolo: Alcaraz è riuscito a esprimere il suo rendimento più solido proprio nell’ultimo atto, completando una settimana che gli ha richiesto pazienza e capacità di reagire.

I dubbi durante lo stop: “Avrei sentito dolore colpendo la palla?”

Il passaggio più personale delle sue dichiarazioni riguarda però i mesi lontano dalla competizione. Carlos ha ammesso che l’infortunio aveva messo alla prova anche la sua fiducia, facendo nascere interrogativi sul ritorno.

“Durante l’infortunio mi sono passati per la testa tanti pensieri negativi. Mi chiedevo se sarei tornato quello di prima, se avrei sentito dolore colpendo la palla… tanti pensieri negativi”, ha confessato.

Parole che aiutano a comprendere il significato della vittoria di Tokyo. Il recupero comportava anche ritrovare la sicurezza nei gesti, tornare a colpire senza esitazioni e affrontare le partite con fiducia nel proprio corpo.

Il titolo non cancella le difficoltà attraversate, ma offre ad Alcaraz una risposta concreta dopo settimane segnate dall’incertezza.

Il sostegno del team: “Grazie a loro ho ritrovato la fiducia”

Nel raccontare il ritorno, lo spagnolo ha voluto condividere il merito con le persone che lo hanno accompagnato durante la riabilitazione e la ripresa dell’attività.

“Grazie al mio team sapevo che sarei tornato forte. Mi hanno detto di tornare dando il massimo e colpendo la palla come avevo sempre fatto. Grazie a loro ho avuto la fiducia necessaria per riuscirci”.