Due conferenze stampa dagli stati d’animo completamente differenti. Da una parte la soddisfazione di Carlos Alcaraz, tornato a competere dopo quattro mesi e mezzo di assenza e qualificatosi per il terzo turno degli US Open 2026. Dall’altra la delusione di Rafael Jódar, travolto all’esordio dal lucky loser cinese Bu Yunchaokete.
Alcaraz ha parlato delle risposte positive ricevute dal proprio fisico, ma ha anche rivolto un messaggio molto chiaro ai vertici del tennis sulla necessità di alleggerire il calendario. Jódar, invece, non ha cercato giustificazioni e ha considerato la pesante sconfitta una lezione dalla quale ripartire.
Alcaraz supera Faria dopo aver perso il primo set
Dopo il convincente esordio contro Roman Safiullin, Carlos Alcaraz ha dovuto lavorare maggiormente per eliminare Jaime Faria. Il portoghese si è aggiudicato il primo set, ma la reazione dello spagnolo è stata travolgente: 4-6 6-0 6-3 6-2 il risultato finale.
In conferenza stampa Alcaraz ha ammesso che avrebbe preferito chiudere più rapidamente, soprattutto considerando la programmazione nella sessione serale. Disputare quattro set, tuttavia, gli ha permesso di sottoporre il proprio fisico a una prova più impegnativa.
“Sinceramente avrei voluto che la partita fosse più rapida, non voglio mentire. Alla fine, però, mi sono reso conto che giocare quattro set poteva essere molto utile per me: mi ha permesso di mettermi alla prova fisicamente, di verificare come risponde il mio corpo e di capire come mi sentirò il giorno successivo”.
“Sono contento di essere riuscito a esprimere un buon tennis durante tutti e quattro i set. Ovviamente, essendo il secondo incontro della sessione serale, avrei preferito terminare prima”.
“Non penso più al polso quando colpisco”
Il principale interrogativo riguardava la tenuta fisica dello spagnolo dopo il lungo periodo trascorso lontano dalle competizioni. Alcaraz ha spiegato di aver ritrovato piena fiducia nei propri colpi, soprattutto nel diritto.
“La competizione è un mondo completamente diverso rispetto all’allenamento. Tuttavia, nelle ultime settimane mi sono allenato normalmente, colpendo il diritto con grande libertà e senza pensare al polso, né durante gli allenamenti né durante le partite”.
Il murciano non vuole modificare il proprio tennis per paura di una ricaduta. Il suo obiettivo è tornare a giocare con la stessa intensità mostrata prima dell’infortunio.
“Quando entro in campo so che devo semplicemente andare alla ricerca dei miei colpi. Devo sentirmi normale e colpire come facevo prima dell’infortunio, verificando soltanto successivamente come reagisce il corpo. Mi sento benissimo e non esiste alcun motivo per avere paura o per non giocare nella maniera abituale”.
Alcaraz spiega la svolta della partita
Alcaraz ha analizzato con lucidità le difficoltà incontrate nel primo set. Nella sessione serale la palla diventava più pesante e complicata da spingere, ma inizialmente lo spagnolo ha cercato con eccessiva fretta di accorciare gli scambi.
“Giocare di notte è completamente diverso rispetto alla sessione diurna. La palla diventa più grande ed è più difficile muoverla e fare male all’avversario. Ho avuto una palla break e non sono riuscito a sfruttarla. Dopo quell’occasione ho cercato solamente di giocare punti corti, e quello è stato un mio errore”.
“Avrei dovuto avere più pazienza, costruire il punto attraverso scambi di tre, quattro o cinque colpi e poi cercare l’accelerazione. Invece provavo a chiudere fin dai primi colpi e non ci riuscivo. Credo sia stato questo il motivo per cui Faria ha ottenuto il break e ha vinto il primo set”.
La situazione è cambiata radicalmente all’inizio del secondo parziale, quando Alcaraz ha modificato la propria strategia e ha iniziato ad accettare scambi più lunghi.
“Dopo il primo set ho capito che cosa dovevo fare. Avevo bisogno di essere più paziente e di costruire meglio i punti. Ho ottenuto un break nelle fasi iniziali del secondo parziale e questo mi ha aiutato moltissimo a giocare con maggiore tranquillità e a pensare in modo più lucido. Direi che quello è stato il punto di svolta”.
Il messaggio di Alcaraz: “In futuro mi fermerò uno o due mesi”
La lunga assenza non era stata programmata, ma ha offerto ad Alcaraz la possibilità di riflettere sulla crescente pressione esercitata dal calendario. Lo spagnolo ha anticipato che in futuro inserirà volontariamente alcuni periodi di pausa nella propria programmazione.
“Sono rimasto fermo più a lungo di quanto avrei voluto. Ovviamente non desideravo prendermi una pausa a causa di un infortunio. In futuro, però, programmerò alcuni periodi di riposo abbastanza lunghi. Forse non quattro mesi, ma uno o due, rinunciando ad alcuni tornei, perché è impossibile giocarli tutti”.
Secondo Alcaraz, l’aumento degli appuntamenti importanti e il numero di tornei obbligatori espongono i giocatori a un rischio sempre maggiore di infortuni.
“Continuano ad aggiungere tornei importanti e, in qualche modo, ci obbligano a partecipare. Si può dire che ogni giocatore sia libero di scegliere la propria programmazione, ma ci sono i Masters 1000, gli Slam e tutti gli appuntamenti obbligatori richiesti dall’ATP. Alla fine trascorriamo circa quaranta settimane all’anno in giro a competere”.
“È impossibile sostenere un calendario del genere. Stiamo vedendo tanti giocatori infortunarsi e molti altri arrivare stanchi. Se non verrà fatto qualcosa, in futuro assisteremo a un numero ancora maggiore di casi. Questa pausa causata dall’infortunio non è stata positiva, ma sicuramente nei prossimi anni mi fermerò volontariamente e salterò alcuni tornei”.
Jódar travolto da Bu: “Ha giocato meglio e ha meritato”
Decisamente diverso lo stato d’animo di Rafael Jódar. Il giovane spagnolo è stato eliminato al primo turno da Bu Yunchaokete, entrato nel tabellone come lucky loser dopo il ritiro di Thanasi Kokkinakis.
Il cinese si è imposto con un eloquente 6-2 6-1 6-1, concedendo a Jódar appena quattro game. Il tennista di Leganés è apparso lontano dal livello mostrato durante gran parte della stagione, ma in conferenza stampa non ha cercato scuse.
“Ha giocato meglio di me e per questo ha vinto. Fisicamente stavo bene. La partita è andata semplicemente così: lui è stato superiore e ha meritato la vittoria”.
Jódar ha escluso che l’accumulo di incontri disputati durante la tournée nordamericana abbia inciso sulla prestazione. Per lo spagnolo si è trattato semplicemente di una giornata negativa, nella quale l’avversario è riuscito a esprimere un tennis di altissimo livello.
“Avrò bisogno di tempo per riflettere”
Il risultato rappresenta una delle sconfitte più pesanti della giovane carriera di Jódar. Il bilancio della stagione rimane comunque positivo e lo spagnolo vuole utilizzare questa esperienza per continuare il proprio processo di crescita.
“Ho provato a dare il massimo, ma non è stato possibile. Nel complesso ho disputato una buona stagione. Adesso avrò bisogno di un po’ di tempo per riprendermi, riflettere su questo torneo e capire che cosa posso imparare da quanto è accaduto”.
Anche le lunghe attese provocate dalla pioggia hanno reso particolare il suo esordio agli US Open. Jódar ha però sottolineato come le condizioni fossero identiche per entrambi i giocatori.
“Ho cercato semplicemente di gestire la situazione nel miglior modo possibile. Sapevo che non sarebbe stato facile perché ho dovuto aspettare molto, sia il giorno precedente sia quello della partita. Ma queste sono situazioni che non possiamo controllare. Non possiamo decidere quando pioverà e la difficoltà era la stessa per entrambi”.
Jódar: “Sono nuovo nel circuito, devo imparare”
A pochi minuti dalla conclusione dell’incontro, Jódar non era ancora in grado di individuare con precisione le ragioni della sua prestazione. Il diciannovenne ha però mostrato di voler trasformare la delusione in un’occasione di crescita.
“La partita è appena terminata e quindi non so ancora con precisione che cosa possa migliorare o che cosa dovrei fare diversamente la prossima volta. Sono nuovo nel circuito ed è normale che possano accadere situazioni del genere”.
“Cercherò di imparare affinché non succeda nuovamente. Può capitare a chiunque la prima volta, perché siamo esseri umani. Se dovesse verificarsi una seconda volta e io non avessi imparato nulla da questa esperienza, allora potrebbe diventare un problema serio”.
Per Jódar arriva dunque una brusca battuta d’arresto, ma non una bocciatura. Alla sua prima stagione completa nel circuito maggiore, lo spagnolo ha già dimostrato di poter competere ad alto livello. La pesante sconfitta di New York rappresenta ora una prova di maturità: comprenderne le cause, recuperare serenità e ripartire in vista della trasferta asiatica.
