Carlos Alcaraz non tornerà in campo al Masters 1000 di Cincinnati. Il torneo statunitense ha ufficializzato il forfait del campione in carica, spegnendo l’ottimismo alimentato nelle ultime settimane dalle immagini dei suoi allenamenti sul cemento.

«Gli auguriamo il meglio nel suo percorso di recupero. Non vediamo l’ora di accoglierti nuovamente il prossimo anno», è il messaggio pubblicato dagli organizzatori.

La decisione rappresenta un nuovo contrattempo per lo spagnolo, lontano dalle competizioni dallo scorso aprile a causa dell’infortunio al polso destro accusato a Barcellona. Alcaraz e il suo staff hanno scelto di non accelerare i tempi e di prolungare ulteriormente il recupero, rinunciando all’ultimo Masters 1000 prima dello US Open.

Cincinnati doveva essere il torneo del ritorno

La presenza di Alcaraz in Ohio aveva generato una grande aspettativa. Dopo aver saltato la parte più importante della stagione sulla terra battuta, il Roland Garros, il Queen’s, Wimbledon e il Masters 1000 del Canada, Cincinnati era stato individuato come il possibile appuntamento del rientro.

Il murciano aveva progressivamente aumentato i carichi di lavoro, tornando a colpire ad alta intensità sul cemento e dedicandosi anche agli spostamenti laterali, alle volée e alle situazioni di gioco più vicine a quelle di una vera partita.

Le ultime immagini provenienti dagli allenamenti svolti tra Murcia e Alicante avevano mostrato un Alcaraz apparentemente più libero nei movimenti e meno trattenuto nell’esecuzione del diritto. Segnali incoraggianti, che però non sono stati sufficienti per autorizzare il ritorno alle competizioni.

Allenarsi senza dolore, infatti, non significa necessariamente essere già pronti a sostenere le sollecitazioni di un torneo. Dopo quasi quattro mesi di assenza, affrontare incontri ravvicinati contro avversari di alto livello avrebbe rappresentato un test particolarmente impegnativo per il polso.

Alcaraz rinuncia alla difesa del titolo

Il forfait avrà anche conseguenze importanti sulla classifica. Alcaraz aveva conquistato il titolo a Cincinnati nel 2025 e non potrà quindi difendere i 1.000 punti ottenuti nella passata stagione.

La rinuncia potrebbe complicare ulteriormente la sua corsa alla seconda posizione mondiale, ma la classifica è passata inevitabilmente in secondo piano. La priorità dello spagnolo rimane recuperare completamente ed evitare una ricaduta che potrebbe compromettere anche la parte conclusiva dell’anno.

La sua assenza priva inoltre Cincinnati di uno dei protagonisti più attesi. Il torneo dell’Ohio avrebbe dovuto rappresentare non soltanto l’occasione per difendere il trofeo, ma anche l’unico vero test sul cemento nordamericano prima dell’ultimo appuntamento del Grande Slam della stagione.

US Open sempre più in dubbio

Tutte le attenzioni si spostano ora sullo US Open 2026, in programma dal 30 agosto. Alcaraz dispone ancora di alcune settimane per continuare la riabilitazione, ma la rinuncia a Cincinnati alimenta inevitabilmente nuovi interrogativi sulla sua presenza a New York.

Anche nell’ipotesi di un recupero completo, lo spagnolo si presenterebbe a Flushing Meadows senza aver disputato una partita ufficiale da aprile. La mancanza di ritmo rappresenterebbe una grande incognita, soprattutto in un torneo nel quale gli incontri maschili si disputano al meglio dei cinque set.

Alcaraz dovrebbe ritrovare durante i primi turni gli automatismi, la gestione dei momenti importanti e la capacità di sostenere lunghe battaglie senza avere avuto la possibilità di verificare preventivamente la risposta del polso in condizioni agonistiche.

Rimane teoricamente disponibile il torneo ATP 250 di Winston-Salem, collocato nella settimana precedente allo Slam, ma al momento non esistono indicazioni sulla possibilità che lo spagnolo chieda una wild card. Una partecipazione così vicina all’inizio dello US Open comporterebbe comunque vantaggi e rischi da valutare attentamente.

La prudenza continua a guidare il recupero

La rinuncia a Cincinnati dimostra che Alcaraz e il suo team non intendono lasciarsi condizionare né dalla classifica né dalla pressione legata al ritorno. Gli allenamenti delle ultime settimane hanno confermato i progressi compiuti, ma evidentemente il polso non offre ancora garanzie sufficienti per affrontare un Masters 1000.

Il prossimo obiettivo resta New York, ma la partecipazione non può essere considerata certa. Molto dipenderà dalla risposta dell’articolazione durante le prossime sessioni e dalla possibilità di aumentare ulteriormente l’intensità senza avvertire dolore.

Alcaraz perde dunque l’appuntamento con Cincinnati e rinuncia alla difesa del titolo. La scelta può rivelarsi necessaria per proteggere il resto della stagione, ma rende ancora più complessa la strada verso lo US Open: il tempo non è terminato, anche se le possibilità di rivederlo a New York dipenderanno ormai interamente dall’evoluzione del polso nelle prossime settimane.