Lo spagnolo è tornato in campo agli US Open quattro mesi dopo l’infortunio al polso, dimostrando di essere già competitivo. Per lui, come per Sinner, il vero obiettivo sono le ATP Finals
L’edizione 2026 degli US Open ha restituito al circuito ATP una versione già abbastanza competitiva di Carlos Alcaraz. Il campione uscente si è arresto soltanto a un ispirato Ben Shelton, dopo 4 ore e mezza di notte e cedendo soltanto al tie-break del quinto e decisivo set. Una prova di resistenza importante per il tennista spagnolo, che ha dato tutto quello che aveva sul piano fisico e non si è risparmiato fino all’ultimo punto. Per un giocatore che era stato fermo oltre quattro mesi per un problema al polso, il cammino compiuto agli US Open è già di per sè una vittoria.
Guardando al futuro, Alcaraz tornerà in campo già a fine settembre in Laver Cup (25-27 settembre), prima di concentrare le energie sulla tournee asiatica. Lo spagnolo sarà di scena a Tokyo, prima di disputare il Masters 1000 di Shanghai. Ed è proprio in questa occasione che Carlitos potrebbe tornare ad incrociare la racchetta con il suo principale rivale, ovvero Jannik Sinner. Il 2026 ha consegnato agli appassionati di tutto il mondo un solo incontro tra Sinner e Alcaraz, nella finale di Montecarlo dove l’altoatesino si è preso titolo e numero uno al mondo.
Per entrambi il finale di stagione sarà una lunga preparazione verso le ATP Finals. A partire da Shanghai, infatti, il calendario dello spagnolo dovrebbe seguire quello di Jannik, con il Six Kings Slam (21-24 ottobre), il Masters 1000 di Parigi (2-8 novembre) prima di ritrovarsi sotto la mole antonelliana per contendersi il titolo di Maestro.
