Carlos Alcaraz sarà uno dei grandi protagonisti della Laver Cup di Londra, ma poche settimane fa non era con la Spagna nella trasferta di Coppa Davis contro il Cile. Una situazione che ha alimentato qualche critica, soprattutto sui social: perché essere disponibile per un’esibizione a squadre e non per rappresentare il proprio Paese?

La risposta sta soprattutto nella tempistica.

Quando David Ferrer annunciò il 17 agosto la squadra per Santiago, scegliendo Rafael Jódar, Daniel Mérida, Martín Landaluce, Jaume Munar e Pedro Martinez, Alcaraz era ancora fuori dal circuito per il problema al polso destro.

Il via libera al ritorno arrivò soltanto il 20 agosto, quando lo spagnolo confermò la presenza agli US Open. Il primo match ufficiale dopo lo stop venne poi disputato il 31 agosto, dopo 139 giorni senza competizioni.

Per questo il confronto diretto tra Davis e Laver Cup rischia di essere fuorviante: non si trattò di una scelta tra i due appuntamenti.

Anche il contesto tecnico era molto diverso

La trasferta di Santiago si giocava sulla terra battuta.

Alcaraz sarebbe arrivato da un lungo stop per un infortunio al polso e da un rientro sul cemento degli US Open. Partecipare avrebbe significato passare rapidamente dal duro alla terra sudamericana e poi tornare ancora sul cemento per la parte finale della stagione.

Non è possibile, ovviamente, affermare che un simile cambio di superficie avrebbe necessariamente provocato una ricaduta, ma avrebbe aggiunto un’ulteriore fase di adattamento tecnico e fisico in un momento già delicato.

La Spagna, inoltre, ha risolto brillantemente l’eliminatoria senza di lui, qualificandosi alle Final 8.

La Laver Cup è un impegno differente

A Londra lo scenario è completamente diverso.

La Laver Cup si disputa dal 25 al 27 settembre sul cemento indoor della O2 Arena, quindi su una superficie più vicina a quella sulla quale Alcaraz ha già ripreso a competere.

Il formato prevede singolari e doppi al meglio dei tre set, ma in caso di un set pari il terzo viene sostituito da un match tie-break a 10 punti. I sei giocatori di ciascuna squadra si alternano nell’arco dei tre giorni.

Questo non significa che la Laver Cup non sia impegnativa, ma il carico, la logistica e la preparazione richiesta sono differenti rispetto a una trasferta in Sudamerica sulla terra battuta subito dopo un lungo stop.

Il calendario resta comunque un tema

Naturalmente arriveranno occasioni nelle quali Alcaraz sarà pienamente disponibile e dovrà decidere come distribuire gli impegni.

Come accade per tutti i grandi giocatori, sarà inevitabile selezionare alcuni appuntamenti.

Il calendario moderno rende praticamente impossibile disputare ogni torneo, ogni esibizione e ogni impegno con la nazionale mantenendo sempre le migliori condizioni fisiche.

Il vero appuntamento con la Spagna potrebbe arrivare a novembre.

La squadra di David Ferrer è qualificata alle Final 8 di Bologna e affronterà l’Austria nei quarti di finale.

Se Alcaraz sarà disponibile, il suo eventuale ritorno potrà avere allora un peso molto più importante.

Più che confrontare Davis e Laver Cup, quindi, conviene guardare al contesto: ad agosto Alcaraz stava ancora completando il recupero, mentre oggi è tornato a competere e può affrontare un impegno molto diverso sul piano tecnico e logistico.