Il tennista tedesco è alla terza finale consecutiva in uno Slam, ma anche il sorteggio lo ha favorito.
Il 2026 è stato finora un anno davvero fantastico per Alexander Zverev. Il tedesco ha vinto a Parigi il suo primo titolo Slam in carriera ed ora è pronto per affrontare la sua terza finale Slam consecutiva; l’attuale numero due al mondo è stato abile a sfruttare tutte le opportunità a disposizione, dai calendari abbastanza alla portata fino ai problemi fisici occorsi ai suoi principali avversari, in primis Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Ma in generale, come capitato anche qui a New York, Sascha ha avuto avversari sempre abbastanza alla portata.
In questo US Open, ad esempio, Zverev ha affrontato diversi tennisti con una classifica inferiore, ed il miglior avversario dal punto di vista del ranking è stato Luciano Darderi, numero 22 al mondo, sconfitto agli ottavi di finale. Curiosa la situazione tra quarti e semifinale, dove Sascha ha battuto prima il numero 70 al mondo e poi il numero 50. Ma non è la prima volta che gli capita e sia chiaro, è stato anche lui bravo a sfruttare le opportunità.
Zverev ha affrontato un tabellone piuttosto agevole a Parigi dove ha battuto il numero 27 al mondo in semifinale (in quel momento) ed il numero 29 ai Quarti, affrontando invece avversari di caratura inferiore nei match precedenti. Solo in finale è arrivato un avversario da Top Ten come Flavio Cobolli, entrato tra l’altro anch’egli solo a Parigi nella Top 10 mondiale. L’unico Top Ten che Zverev ha sfidato, prima della finale, negli ultimi tre Slam è Taylor Fritz, numero 7 al mondo, sconfitto nei quarti di finale a Wimbledon.
Sascha ha affrontato i migliori poi in finale: a Wimbledon ha perso dal nostro Jannik Sinner mentre ora affronterà un Top 5 come l’americano Shelton e sta a lui mantenere la tradizione favorevole. Zverev e Shelton si sono affrontati cinque volte in passato ed ha sempre vinto il tedesco nei precedenti.
