Alexander Zverev e Karen Khachanov si preparano a contendersi un posto nella finale degli US Open 2026. Il tedesco ha superato nettamente Botic van de Zandschulp con il punteggio di 6-2 7-5 6-1, mentre il russo ha beneficiato del ritiro di Alexander Blockx, fermatosi quando era sotto 6-2 7-5 3-2.
Due percorsi diversi hanno condotto i protagonisti alla stessa destinazione. Zverev, dopo le complicate vittorie al quinto set dei primi due turni, ha progressivamente ritrovato il suo miglior tennis e non ha più perso un parziale. Khachanov ha invece costruito la propria cavalcata eliminando anche Felix Auger-Aliassime e Learner Tien, prima del quarto di finale interrotto dall’infortunio di Blockx.
Zverev: “L’esperienza aiuta, ma alla fine si impone il buon tennis”
Il numero uno del seeding è il giocatore con maggiore esperienza nelle fasi decisive dei Major tra quelli rimasti in corsa. Ha già disputato diverse finali Slam e in questa stagione ha finalmente conquistato il primo titolo al Roland Garros, raggiungendo successivamente anche l’ultimo atto di Wimbledon.
Zverev, però, non ritiene che il passato possa rappresentare una garanzia.
«Credo che a vincere qui sarà semplicemente il giocatore capace di esprimere il tennis migliore. A volte è davvero così semplice. Ci sono i nervi e tante cose ti passano per la testa quando cerchi di conquistare il tuo primo Slam. Io ci sono già passato e, credetemi, ho avuto tutti i pensieri che si possono avere in una situazione del genere. Ma alla fine credo che il buon tennis finisca per imporsi. Vedremo chi riuscirà a farlo venerdì e poi domenica».
Il tedesco ha raggiunto almeno le semifinali in tutti e quattro i tornei del Grande Slam disputati nel 2026, un risultato mai ottenuto precedentemente nella sua carriera. Con 23 vittorie nei Major durante la stagione ha inoltre superato il primato tedesco maschile stabilito da Boris Becker nel 1989.
«Più volte raggiungi queste fasi e più diventano normali, anche se non bisogna mai darle per scontate. È una sensazione speciale quando cominci a vivere tutto questo con una certa normalità. So che nel tennis ogni cosa può cambiare in pochi secondi. La fiducia è importantissima, ma può anche scomparire molto rapidamente».
Zverev ha ammesso di aver vissuto proprio questa situazione dopo Wimbledon, quando non era riuscito a trovare buone sensazioni durante i primi appuntamenti sul cemento nordamericano.
«Dopo Wimbledon non ho giocato bene nei due tornei sul duro ai quali ho partecipato. Qui, invece, ho ritrovato fiducia. Sono contento di come stanno andando le cose, ma adesso spero di riuscire a disputare altri due grandi incontri».
Il rispetto di Zverev per Khachanov e il suo “Professore”
Il favorito del torneo non ha nascosto la stima nei confronti di Khachanov, conosciuto fin dai tempi delle competizioni giovanili.
«Ci sono persone delle quali, osservandole dall’esterno, forse non riesci a comprendere fino in fondo quanto lavorino. Karen è uno dei giocatori che trascorrono più tempo sui campi di allenamento. Cerca sempre soluzioni e nuovi modi per migliorare».
Zverev ha dedicato parole importanti anche al tecnico del russo, Vedran Martic, che segue Khachanov da molti anni.
«Ha un grande allenatore, che conosco dai tempi degli juniores. Sono rimasti insieme per tantissimo tempo e rispetto molto il percorso che hanno compiuto. Lo chiamiamo “Il Professore”, perché sa tutto del tennis: conosce ogni tensione delle corde e le caratteristiche di ogni giocatore. Karen è un bravissimo ragazzo, lo conosco da moltissimi anni e spero che venerdì potremo disputare una grande battaglia».
La chiave tattica secondo Zverev
Il tedesco si aspetta una semifinale decisa soprattutto dalla capacità di prendere il comando degli scambi.
«Credo che avrà maggiori possibilità di vincere chi saprà dominare da fondo ed essere più aggressivo. I nostri stili sono abbastanza simili: siamo due giocatori alti che cercano di comandare dalla linea di fondo. Probabilmente vincerà chi riuscirà a farlo meglio».
Il servizio avrà inevitabilmente un peso notevole, ma saranno la risposta e la gestione del primo colpo dopo la battuta a determinare chi riuscirà a occupare con maggiore continuità il centro del campo.
Zverev sul successo di Shelton: “Il suo tennis da fondo è stato spettacolare”
Zverev ha seguito fino alle 3:33 del mattino la sorprendente vittoria di Ben Shelton contro il campione uscente Carlos Alcaraz, maturata al super tie-break del quinto set dopo quattro ore e 28 minuti.
«Ho sacrificato qualche ora di sonno e ho guardato il match fino alla fine. Ben ha giocato estremamente bene da fondo, è stato molto solido e stabile. Vederlo giocare così è stato spettacolare. Ha servito bene, naturalmente, ma da lui ce lo aspettiamo. Ciò che mi ha impressionato maggiormente è stato il suo rendimento negli scambi».
Il tedesco ha individuato nella mancanza di partite di altissimo livello uno dei possibili limiti mostrati da Alcaraz, rientrato a New York dopo quasi cinque mesi di assenza.
«Forse si è visto che Carlos era un po’ privo di ritmo. Da tempo non affrontava un avversario di primissimo livello e ha commesso con il diritto qualche errore in più del solito. Bisogna però dare tutto il merito a Ben, perché ha giocato una partita incredibile».
Khachanov: “Avrei voluto concludere il match contro Blockx”
Khachanov ha accolto con sentimenti contrastanti la qualificazione. Il russo stava conducendo nettamente il quarto di finale, ma avrebbe preferito conquistare l’ultimo punto sul campo. Blockx, già alle prese con un problema alle costole, ha accusato anche difficoltà alla gamba e alla schiena ed è stato costretto al ritiro dopo un’ora e 38 minuti.
«Vuoi sempre concludere una partita, perché in qualche modo questo rende la vittoria più dolce. Allo stesso tempo, penso che stessi giocando a un buon livello. Verso la fine del secondo set mi sono accorto che Alexander stava incontrando difficoltà sempre maggiori, soprattutto dal punto di vista fisico».
Khachanov ha voluto riconoscere il valore del torneo disputato dal ventunenne belga.
«È un ragazzo molto gentile e rispettoso. Gli auguro di recuperare presto. Mi sarebbe piaciuto concludere il match in maniera diversa, perché aveva compiuto uno sforzo enorme e stava disputando un torneo straordinario, il migliore della sua carriera in uno Slam. Purtroppo, a volte le cose vanno così».
Khachanov: “Sognavamo queste partite fin da bambini”
Per il russo sarà la terza semifinale Slam della carriera. Aveva già raggiunto questo turno proprio agli US Open nel 2022, perdendo contro Casper Ruud, e all’Australian Open 2023, quando fu fermato da Stefanos Tsitsipas.
«In ogni Slam e su ogni grande palcoscenico vuoi fare bene. Sono le situazioni che sognavamo da bambini: giocare le ultime fasi di questi tornei e immaginare che un giorno potesse arrivare il nostro momento. Mi è già capitato un paio di volte. È giusto apprezzare quanto ottenuto, ma bisogna anche conservare ambizione e motivazione per ciò che ci aspetta».
Khachanov è consapevole di non partire favorito, ma conosce molto bene Zverev. Il tedesco conduce 6-3 nei precedenti e vinse nettamente anche la finale olimpica di Tokyo, mentre il russo riuscì a imporsi nel loro confronto disputato in Canada nel 2025.
«Alexander si trova in questa posizione perché lo merita. È tra i primi cinque del mondo da moltissimi anni e in questa stagione ha compiuto un ulteriore passo avanti. Ha vinto il primo Slam ed è arrivato in finale a Wimbledon. Sta attraversando un momento di forma davvero importante».
Il piano di Khachanov: pazienza e controllo del centro
Il russo ha già ben chiaro il modo in cui dovrà affrontare la semifinale.
«Contro Zverev dovrò esprimere la mia versione migliore. Sarà necessario avere pazienza e cercare di prendere il controllo dal centro del campo. Voglio continuare a giocare come ho fatto finora, perché questo tipo di tennis mi sta dando risultati».
Khachanov sa però che mantenere sempre lo stesso ritmo potrebbe favorire il tedesco.
«Devo comandare, ma senza avere fretta. Dovrò costruire bene i punti e, quando si presenterà l’opportunità, cambiare velocità. Se ci limiteremo a colpire mantenendo sempre un ritmo costante, giocheremo per moltissimo tempo. A un certo punto sarà necessario trovare una variazione capace di fare la differenza».
Fondamentali saranno anche i primi colpi dello scambio.
«Tutto comincia dal servizio e dalla risposta. Zverev possiede una prima molto potente ed è anche un ottimo ribattitore. Dovrò rimanere estremamente concentrato su entrambi questi aspetti».
Una semifinale tra potenza, esperienza e ambizione
Zverev e Khachanov si conoscono da quando erano juniores e condividono diverse caratteristiche: grande struttura fisica, servizio potente e volontà di governare gli scambi con colpi profondi. Il tedesco avrà sulle spalle il peso del pronostico e l’occasione di conquistare il secondo Slam della stagione; il russo potrà invece giocare con minore pressione, inseguendo la prima finale Major della carriera.
Entrambi concordano sul punto fondamentale: la semifinale non sarà decisa soltanto dal servizio, ma soprattutto da chi riuscirà a conquistare il centro del campo e a imporre il proprio tennis senza perdere lucidità. Dopo nove precedenti e tanti anni trascorsi insieme nel circuito, Zverev e Khachanov sono pronti a disputare la partita più importante della loro rivalità.
