“Ha giocato decisamente meglio di me, ad un livello superiore, mi ha surclassato”. Così Tommy Paul nella conferenza stampa successiva alla sua sconfitta agli ottavi di finale dello US Open 2026 contro Carlos Alcaraz. Lo statunitense ha analizzato la trama tattica del match, cercando una chiave di lettura nel proprio rovescio: “Credo che per stare al suo livello avrei dovuto giocare il rovescio incrociato molto meglio di come ho fatto, ogni volta che lo giocavo trovava il dritto per mettermi in difficoltà”. Oltre alla lucida analisi, Paul è stato brutalmente onesto con sé stesso: “Ho avuto la sensazione che, anche giocando molto meglio di così, avrei perso lo stesso“.
La crescita di Carlos
Il tennista americano ha perso 7 incontri su 9 contro Alcaraz, di cui 6 consecutivamente. Ciononostante, ha cercato un aspetto positivo anche in un filotto così negativo: “Il lato positivo è che ogni volta imparo tantissimo da Carlos, tutte le volte che ho giocato contro di lui poi sono tornato ad allenarmi con nuove idee”. Ad una domanda precisa su cosa sia cambiato tra i primi match contro il murciano (2-1 a favore di Paul nei primi tre scontri diretti), l’attuale numero 21 del mondo ha fatto un’altra dettagliata analisi.
“All’inizio della sua carriera era possibile giocargli un rovescio in slice incrociato e lui si limitava più o meno a rispondere di rovescio – ha spiegato lo statunitense -. Adesso, se giochi uno slice incrociato sul suo rovescio, si sposta e colpisce di dritto”. Il vincitore di 5 titoli ATP ha poi aggiunto: “Penso inoltre che negli ultimi due anni siano migliorati moltissimo sia la risposta sia la seconda di servizio. Ora varia molto di più la seconda, rendendo decisamente più difficile attaccarla”. Infine, Paul ha commentato in modo positivamente stupito il rientro alle competizioni di Alcaraz: “Tornare ed esprimere questo livello è impressionante, varia da persona a persona ma io non ne sarei in grado“.
