Luciano Darderi continua a scoprire nuove frontiere: dopo i titoli ATP (5 in carriera), la top 20, l’italiano si conferma un giocatore da ottavi di finale Slam sul cemento, dopo quelli ottenuti all’Australian Open 2026. Darderi è infatti tornato negli ultimi 16 in un major superando in tre set l’australiano Dane Sweeny al terzo turno dello US Open 2026, risultato che ha analizzato ai microfoni di SuperTennis: “Oggi ho giocato una bella partita. Non era facile, ho un ranking più alto di Sweeny, sapevo che dovevo vincere ma non è mai facile chiudere in tre set un terzo turno Slam”.

Lavoro di squadra

Il livello ormai consolidato di Darderi è un affare di famiglia, intesa sì come biologica, vista la presenza del padre da sempre in panchina, ma anche come gruppo di lavoro accuratamente costruito nel tempo: “Se non hai un team di fianco è difficile fare risultati. Mio padre fa il lavoro più grosso da tanti anni. Sono contento del percorso che stiamo facendo insieme, questo risultato lo devo anche a loro”. Una crescita che può proseguire: “La prossima partita gioco con Zverev o Tabilo, sono due avversari forti, cercherò di dare il massimo”.

Parola a papà

Dopo il match ha parlato anche Gino Darderi, padre di Luciano: “Luli ha molto merito, ha sempre quella voglia di vincere e la grinta che lo caratterizza. Oggi ha giocato un gran tennis”. Papà-coach ha anche approfondito il tema delle superfici di gioco: “Ora Luciano riesce ad adattarsi a tutti gli avversari. Sul cemento sta imparando a fare lo stesso. Sta impattando la palla più piena, sta servendo meglio e cambiando ritmo ogni tanto. E’ un giocatore eminentemente da terra, ma può fare ancora meglio sul cemento“.

Come il figlio, anche Gino Darderi non dà per scontato nessuno di questi risultati: “A me basta che Luli sia felice e mi ripaga, io sono contento da tanto tempo. Non mi aspettavo che potesse arrivare a questo livello, quello che sta facendo sul veloce è incredibile: tutto il team è contento”.