Panna Udvardy attacca la federazione ungherese dopo l’esclusione dalla squadra che affronterà gli Stati Uniti nella Billie Jean King Cup a Delray Beach. La numero 78 del ranking WTA ha affidato a Instagram la propria delusione, contestando soprattutto le modalità e i tempi con cui le sarebbe stata comunicata la decisione: una mail arrivata appena cinque minuti prima dell’annuncio pubblico, senza una telefonata.
La tennista ungherese, finalista quest’anno nel WTA 250 in Colombia, ha spiegato che la mancata convocazione ha avuto conseguenze anche sulla programmazione del finale di stagione. Udvardy aveva infatti organizzato il proprio calendario per essere disponibile e nelle migliori condizioni possibili per l’impegno con la nazionale.
“In vista dell’appuntamento di Delray Beach, avevo organizzato il mio calendario di tornei per assicurarmi di essere riposata e nelle migliori condizioni possibili per essere a disposizione della squadra. Tuttavia, poiché la decisione mi è stata comunicata così tardi, erano già scaduti tutti i termini di iscrizione agli altri tornei. Ora non ho la possibilità di partecipare a un altro torneo, il che significa che la mia stagione terminerà di fatto il 7 novembre”, ha raccontato.
“Meritavo almeno una conversazione sincera”
A ferire Udvardy non sarebbe stata soltanto l’esclusione, ma anche la sensazione di non aver ricevuto una considerazione adeguata al proprio impegno con la maglia della nazionale. Dal 2022 la giocatrice ha conquistato quattro vittorie nei sei incontri disputati in Billie Jean King Cup.
“È particolarmente deludente perché ho cercato di organizzare il mio programma in funzione della squadra, per poter essere presente e aiutare l’Ungheria. Credo che una giocatrice che ha rappresentato il proprio Paese in numerose occasioni meritasse almeno una conversazione sincera”, ha aggiunto.
Le accuse sul mancato sostegno durante l’infortunio e le minacce
Nel suo intervento Udvardy ha allargato il discorso al rapporto con la federazione, denunciando una mancanza di vicinanza anche in altri momenti difficili.
“Durante tutto il periodo in cui sono stata infortunata, non ho mai ricevuto una telefonata per sapere come stessi o come procedesse il mio recupero”, ha affermato.
La tennista è poi tornata sulle gravi minacce ricevute via WhatsApp durante il torneo di Antalya, quando le era stato intimato di perdere una partita, prospettando conseguenze per la sua famiglia. Un episodio che aveva sollevato interrogativi sulla protezione dei dati personali delle giocatrici e sull’ipotesi di una possibile fuga di informazioni.
“Quando ho ricevuto minacce ad Antalya, la mia stessa federazione non ha nemmeno risposto alle mie email. In quei momenti difficili non mi aspettavo un trattamento speciale. Volevo semplicemente sentire che la mia federazione mi sosteneva, si preoccupava per me e mi apprezzava non soltanto come giocatrice, ma anche come persona. Purtroppo non ho percepito né quel sostegno né quell’attenzione”.
Nonostante l’amarezza e le dure critiche, Udvardy ha comunque augurato il meglio alla squadra ungherese per la sfida contro gli Stati Uniti. Un messaggio di sostegno alle compagne che accompagna una presa di posizione molto netta sul trattamento che ritiene di aver ricevuto.
