Il rovescio a una mano, uno dei colpi più eleganti e riconoscibili della storia del tennis, perde un altro pezzo della sua tradizione. Allo US Open, con l’eliminazione di Stefanos Tsitsipas per mano di Ben Shelton, è infatti terminata una striscia lunga 149 anni: dal 1877, anno della prima edizione di Wimbledon, almeno un tennista che giocava il rovescio a una mano aveva sempre raggiunto una semifinale di uno dei quattro tornei del Grande Slam. Nel 2026, per la prima volta, non è successo.
L’ultimo rimasto
Il record era ancora in bilico all’inizio dello US Open, ma con il passare dei turni i giocatori con il rovescio a una mano sono progressivamente usciti dal torneo. Stan Wawrinka e Grigor Dimitrov sono stati eliminati al primo turno, con lo svizzero arrivato a Flushing Meadows tramite wild card all’ultimo, mentre Lorenzo Musetti e Aleksandar Kovacevic hanno salutato il torneo al secondo. Denis Shapovalov è stato poi eliminato al terzo turno proprio da Ben Shelton. A quel punto Tsitsipas era diventato l’ultimo giocatore con il rovescio a una mano ancora presente nel tabellone. Il greco si è così ritrovato a difendere una statistica che, fino a pochi giorni prima, sembrava appartenere soltanto alla storia del tennis.
“Ho una striscia di 150 anni da salvare”
La situazione non è passata inosservata allo stesso Tsitsipas. Dopo essere rimasto l’ultimo monomane in gara, il greco aveva affermato: “Ho una streak di 150 anni da salvare”, facendo riferimento proprio alla lunga tradizione del rovescio a una mano nelle semifinali Slam. Tsitsipas aveva anche manifestato più volte la volontà di difendere questo colpo, arrivando a parlare della necessità di mantenere vivo il rovescio a una mano e di evitare che possa scomparire dal tennis di vertice.
Shelton interrompe la striscia
Per mantenere vivo il record, Tsitsipas avrebbe dovuto superare Shelton e conquistare i quarti di finale. Non è successo. L’americano si è imposto in tre set, 6-2, 6-3, 6-4, attaccando con continuità il rovescio del greco e chiudendo definitivamente la questione. Con l’uscita di Tsitsipas, quindi, per la prima volta dal 1877 nessun giocatore con un rovescio a una mano raggiungerà una semifinale Slam nell’arco di una stagione. Una striscia di 149 anni che si interrompe proprio a New York.
Un colpo sempre più raro
Il rovescio a una mano non è però scomparso dal circuito. È semplicemente diventato molto più raro, soprattutto ai livelli più alti. Tra i giocatori che continuano a utilizzarlo ci sono lo stesso Tsitsipas, Lorenzo Musetti e Grigor Dimitrov, oltre a diversi altri tennisti presenti nel circuito. Il cambiamento è evidente se si guarda alla storia recente. Il rovescio a una mano è stato il marchio di fabbrica di campioni come Stefan Edberg, John McEnroe, Pete Sampras e Roger Federer, oltre al già citato Stan Wawrinka. Oggi sono molti meno i giocatori disposti a costruire il proprio tennis attorno a questo colpo.
Il tennis è cambiato
La crescita della velocità degli scambi, della potenza e del peso di palla ha favorito sempre di più il rovescio a due mani, che garantisce maggiore stabilità e controllo soprattutto negli scambi da fondo campo e nelle risposte al servizio. Il monomane continua ad avere caratteristiche che lo rendono unico, ma richiede anche soluzioni tecniche e capacità diverse per essere efficace ai massimi livelli. Il dato di New York fa riflettere di quanto sia cambiato il tennis: per la prima volta in 149 anni, una stagione del Grande Slam si chiuderà senza un giocatore con questo colpo tra i quattro semifinalisti di almeno uno dei quattro Major.
