Nicolò Tresoldi, amico di Cobolli e Rune, avrebbe potuto essere un campione anche nel tennis

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Se Jannik Sinner sarebbe potuto diventare un grande sciatore, forse Nicolò Tresoldi avrebbe potuto dare filo da torcere a lui e a Flavio Cobolli – calciatore mancato – su un campo da tennis. Il talento del Bruges che ieri ha rifilato tre gol all’Inter in Champion’s League e che Italia e Germania vorrebbero entrambe in nazionale, ha avuto infatti prima la racchetta in mano che il pallone fra i piedi. «Ho giocato anche a tennis fino ai 13 anni, e me lo cavavo bene – ha raccontato sul canale YouTube del team belga – Sono stato anche convocato in nazionale under 12. Poi però ho dovuto scegliere, e credo di aver fatto bene a scegliere il calcio». Figlio di un calciatore professionista, Nicolò è nato a Cagliari e cresciuto a Gubbio, dove ha iniziato a tirare i primi calci e i primi diritti, tifa Milan (suo nonno è stato l’insegnante di golf di Van Basten).

Da ragazzino si scontrava con Luca Nardi e Flavio Cobolli, e con qualche ‘ex collega’ ha mantenuto i contatti. «Per un po’ ha diviso la racchetta con le scarpette da calcio – ha raccontato papà Emanuele a SportWeek – saltò la categoria Esordienti per tirare di diritto e di rovescio. A volte, durante la settimana, saltava gli allenamenti perché era in giro a fare dei provini. Quando ha dovuto scegliere è stato come togliergli un braccio, ma ha comunque molti amici in quell’ambiente, tra cui Cobolli e Rune».

Nel 2017 si è trasferito con la famiglia ad Hannover, dove lavora mamma Barbara, ma l’Italia lo vorrebbe fortemente in azzurro: come da ragazzino quando ancora preferiva la racchetta al pallone.