La Laver Cup torna questo fine settimana a Londra, ma ancora una volta non ci sarà Jannik Sinner.

La nona edizione della competizione, in programma alla O2 Arena dal 25 al 27 settembre, vedrà Team Europe schierare Alexander Zverev, Carlos Alcaraz, Flavio Cobolli, Rafael Jódar, Jakub Mensik e Casper Ruud. Sinner, invece, non ha mai disputato il torneo ideato da Roger Federer.

Un’assenza diventata ormai curiosa considerando che l’italiano frequenta stabilmente i vertici del tennis mondiale da diversi anni e che la Laver Cup ha provato più volte ad averlo tra i protagonisti.

Gli inviti ci sono stati, ma Sinner ha sempre scelto diversamente

Che Sinner sia stato cercato dagli organizzatori non è un’ipotesi.

Nel 2024 il CEO della Laver Cup Steve Zacks spiegò pubblicamente il meccanismo degli inviti: i migliori tre giocatori di Team Europe e Team World vengono invitati in base alla classifica, ma la decisione finale dipende poi dai programmi personali degli atleti.

Parlando proprio di Sinner, Zacks disse che l’organizzazione era in contatto con lui e avrebbe voluto averlo nella competizione, sottolineando però come calendario, impegni con gli sponsor e necessità di riposo possano incidere sulle scelte dei giocatori.

Pochi mesi dopo anche Tony Godsick, storico agente di Federer e tra i fondatori della Laver Cup, parlò apertamente dell’italiano, elogiandone professionalità e comportamento e lasciando chiaramente aperta la porta a una futura partecipazione.

Non sembra dunque esserci mai stato un problema legato alla volontà della Laver Cup di coinvolgerlo.

Sinner ha spiegato personalmente la sua scelta

La risposta più chiara è arrivata dallo stesso Sinner durante gli US Open 2025.

Alla domanda sul motivo per cui non avesse mai partecipato alla Laver Cup, l’italiano spiegò di valutare di volta in volta condizioni fisiche, obiettivi stagionali e preparazione per i tornei ufficiali.

Il concetto espresso da Sinner era semplice: non tutte le esibizioni o gli eventi fuori dal circuito si inseriscono allo stesso modo nella sua programmazione. La priorità resta arrivare nelle migliori condizioni possibili agli appuntamenti che considera più importanti.

Una spiegazione coerente con la gestione molto selettiva che l’azzurro ha spesso adottato nel corso della carriera.

La Laver Cup, inoltre, viene tradizionalmente disputata poco dopo gli US Open e a ridosso della tournée asiatica: una collocazione che può rendere particolarmente preziosa una settimana di recupero o allenamento.

Ma Sinner non evita affatto le esibizioni

Il dato interessante è che l’italiano non ha mai mostrato un rifiuto generale verso gli appuntamenti non ATP.

Nel gennaio 2026 ha per esempio disputato a Incheon, in Corea del Sud, un’esibizione contro Carlos Alcaraz, persa 7-5, 7-6(6) davanti a migliaia di spettatori.

Negli ultimi anni ha inoltre partecipato al Six Kings Slam di Riad, vincendone le prime due edizioni contro lo stesso Alcaraz.

Il punto, quindi, non sembra essere una contrarietà alle esibizioni in sé, quanto piuttosto una selezione molto precisa degli appuntamenti ai quali prendere parte.

Ed è proprio questo che rende ancora più particolare la sua assenza dalla Laver Cup.

Federer e Sinner: rispetto pubblico, nessuna prova di tensioni

Nel tempo si è anche discusso molto del rapporto tra Sinner e Roger Federer.

I due non hanno mai avuto una relazione pubblicamente molto visibile come quella sviluppatasi negli ultimi anni tra Federer e Alcaraz, ma da qui a ipotizzare contrasti personali il passo sarebbe troppo lungo.

Esistono, anzi, diversi episodi che mostrano reciproca stima.

Federer ebbe modo di allenarsi con Sinner quando l’italiano era ancora giovanissimo e ne parlò positivamente. Sinner, negli anni successivi, ha ricordato quelle esperienze e i consigli ricevuti dal campione svizzero.

Più delicato fu invece il caso Clostebol del 2024.

Federer disse pubblicamente di credere che Sinner non avesse agito intenzionalmente, ma sollevò una domanda sulla possibile incoerenza procedurale legata al fatto che l’italiano avesse potuto continuare a giocare mentre il caso veniva chiarito.

Si trattava però di un’osservazione sul procedimento antidoping, non di un attacco personale a Sinner.

Anzi, proprio Godsick nel gennaio 2025 parlò di Sinner in termini molto positivi, arrivando ad accostarne professionalità e atteggiamento a quelli dello stesso Federer.

La spiegazione più concreta resta il calendario

La collocazione della Laver Cup continua probabilmente a essere l’elemento più significativo.

L’edizione 2026 arriva appena prima della tournée asiatica e Sinner sta inoltre vivendo una stagione condizionata dal problema al ginocchio destro che lo ha costretto a saltare gli US Open. Il numero uno del mondo ha ripreso soltanto recentemente ad allenarsi a Montecarlo e sta gestendo con cautela il ritorno alle competizioni.

In questo contesto, aggiungere tre giorni di Laver Cup avrebbe rappresentato un impegno ulteriore in una fase già molto delicata della preparazione.

La scelta di non esserci quest’anno appare quindi ancora più comprensibile.

Resta però una curiosità: Sinner è ormai uno dei volti principali del tennis mondiale, è stato invitato dalla Laver Cup e ha accettato altre esibizioni prestigiose, ma non ha mai vestito la maglia di Team Europe.

Non significa che non accadrà.

Zacks e Godsick hanno chiarito più volte che la porta resta aperta e lo stesso Sinner non ha mai escluso una futura partecipazione.

Per ora, però, anche nel 2026 la Laver Cup dovrà fare a meno di lui. E dopo tanti anni ai vertici del circuito, la sua assenza continua inevitabilmente a essere una delle curiosità più evidenti della competizione.