Jannik Sinner ha raggiunto quota 95 settimane da numero uno del ranking ATP all’età di 25 anni, 2 mesi e 10 giorni. Un dato che permette di mettere il percorso dell’azzurro a confronto con quello di due leggende del tennis come Jimmy Connors e Novak Djokovic, protagonisti di carriere molto diverse anche nella loro ascesa al vertice.
Alla stessa età, Connors aveva già accumulato 171 settimane in vetta alla classifica mondiale, ben 76 in più rispetto a Sinner. L’americano, capace di dominare il circuito negli anni Settanta, aveva raggiunto una continuità al vertice superiore a quella dell’italiano nella medesima fase della carriera.
Il confronto con Djokovic, invece, racconta una storia differente. Il serbo aveva totalizzato appena 53 settimane da numero uno alla stessa età, 42 in meno rispetto a Sinner. Un divario che assume un significato particolare alla luce di ciò che sarebbe successo negli anni successivi: Djokovic ha infatti portato il record assoluto a 428 settimane in vetta al ranking ATP, diventando il riferimento storico in questa statistica.
Numeri che dimostrano come il percorso verso la grandezza non segua una traiettoria prestabilita. Se Connors era già riuscito a collezionare un bottino considerevole nelle prime fasi della sua carriera, Djokovic ha costruito una parte fondamentale del proprio primato negli anni successivi.
Per Sinner, le 95 settimane rappresentano comunque una tappa importante, destinata a interrompersi a causa dello stop per infortunio. L’azzurro dovrà cedere il trono ad Alexander Zverev, ma il confronto con Connors e Djokovic su tutti, dimostra come il tempo trascorso in vetta possa riservare sviluppi molto diversi: il serbo, alla stessa età, aveva appena 53 settimane da numero uno, prima di arrivare al record assoluto, prima di arrivare al record assoluto di 428 settimane.
