Ben Shelton ha iniziato con una vittoria la difesa del titolo al Masters 1000 canadese. Lo statunitense ha superato il connazionale Jenson Brooksby con il punteggio di 6-3, 7-5, qualificandosi per il terzo turno del torneo di Montreal.
Il successo, unito alle numerose eliminazioni eccellenti e alle assenze di Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e Novak Djokovic, rende Shelton uno dei principali candidati alla conquista del trofeo. Il numero cinque del seeding preferisce però concentrarsi su un incontro alla volta, senza lasciarsi condizionare dagli sviluppi del tabellone.
Durante la conferenza stampa successiva alla vittoria, l’americano ha parlato anche della proposta avanzata nei giorni scorsi da Djokovic: disputare incontri al meglio dei cinque set, ma con parziali ai quattro game e senza vantaggi sul 40-40.
La rimonta nel secondo set contro Brooksby
Dopo aver controllato il primo parziale, Shelton si è trovato in svantaggio di un break nel secondo. Il campione in carica è però riuscito a mantenere la calma, strappando due volte il servizio a Brooksby e chiudendo l’incontro senza dover affrontare un terzo set.
«Per me si trattava semplicemente di mantenere la concentrazione. Stavo rispondendo molto bene durante tutta la partita e sapevo che avrei avuto delle opportunità per recuperare il break», ha spiegato.
La reazione rappresenta per Shelton un segnale importante della maturità acquisita: «Ottenere due break nel secondo set per riuscire a vincerlo è stato fondamentale. Credo che dimostri una grande crescita come giocatore. Essere capace di rimontare dopo aver perso il servizio, in una situazione che normalmente avrebbe potuto portarmi a cedere il set per 6-2 o 6-3, è stato molto importante per me e per la mia fiducia nel resto del torneo».
La prima vittoria in due set da Halle
Il risultato assume un valore particolare anche perché Shelton non vinceva una partita senza concedere set dal primo turno del torneo di Halle. Negli ultimi mesi lo statunitense aveva spesso dovuto affrontare incontri lunghi e complicati.
«Sono soddisfatto al cento per cento. È la mia prima vittoria in due set dal primo turno di Halle. Essere riuscito a chiudere la partita mantenendo la concentrazione fino alla fine rappresenta un aspetto positivo», ha osservato.
«Ogni incontro presenta momenti favorevoli e altri più difficili, oltre a essere condizionato dalle caratteristiche dell’avversario. Sono contento del modo in cui ho gestito la partita».
La proposta di Djokovic: set ai quattro game e niente vantaggi
Nei giorni precedenti Novak Djokovic aveva proposto una profonda modifica al sistema di punteggio. Il serbo vorrebbe ridurre i set da sei a quattro game, eliminare i vantaggi sul 40-40 e mantenere la formula al meglio dei cinque parziali, con l’obiettivo di contenere la durata degli incontri entro circa due ore.
Shelton si è detto disponibile almeno a sperimentare una soluzione di questo tipo: «Credo che potrebbe funzionare. È stato interessante sentirlo dire proprio da Djokovic, perché è sempre stato il giocatore con la migliore condizione fisica del circuito, capace di rimanere in campo per cinque o sei ore senza problemi».
Lo statunitense è consapevole delle resistenze che accompagnerebbero un cambiamento tanto importante: «Sarebbe sicuramente una modifica interessante. Il tennis è uno sport molto tradizionale e i tornei tengono particolarmente alle proprie consuetudini, ma mi piacerebbe disputare qualche partita con questo formato».
Il riferimento è inevitabilmente alle Next Gen ATP Finals, nelle quali l’ATP ha già sperimentato incontri con set più brevi e punto decisivo sul 40-40.
«Mi è piaciuto molto il modo in cui questo sistema è stato utilizzato alle Next Gen Finals. Apprezzo la formula al meglio dei cinque set: sia con il formato ridotto sia con quello completo, penso che potrebbe funzionare bene», ha aggiunto Shelton.
Il grande equilibrio presente nel circuito
Il torneo di Montreal ha già perso numerose teste di serie. Alexander Zverev, Taylor Fritz, Daniil Medvedev e Flavio Cobolli sono stati eliminati prematuramente, mentre Félix Auger-Aliassime è stato costretto al ritiro.
Secondo Shelton, questi risultati non indicano necessariamente un abbassamento del livello dei migliori, ma confermano la profondità raggiunta dal circuito.
«Esistono molti modi di interpretare ciò che sta accadendo. Anche fuori dai Big Three, oppure oggi al di là di Sinner e Alcaraz, ci sono sempre stati giocatori eccellenti. Credo che ci sia un’enorme quantità di talento a qualsiasi livello», ha spiegato.
«Gli incontri dei primi turni sono diventati più difficili che mai. Esistono giocatori di grande qualità fino alla posizione numero 150 del ranking mondiale e anche più in basso. Non credo che la differenza di livello sia così ampia».
«Voglio sfruttare le opportunità sul cemento»
Shelton considera la stagione particolarmente imprevedibile, con poche eccezioni rappresentate dai giocatori che hanno saputo mantenere una maggiore continuità.
«Quest’anno, esclusi tre giocatori, il resto del circuito è stato molto imprevedibile. Alcaraz, quando ha giocato, è stato estremamente continuo. Anche Zverev e Sinner hanno mostrato grande costanza, ma al di fuori di quel gruppo si sono create molte più opportunità».
L’americano vuole approfittarne soprattutto durante la tournée nordamericana: «È qualcosa che desidero sfruttare nella parte restante dell’anno, in particolare sui campi in cemento».
Le assenze di Sinner e Alcaraz rendono il tabellone canadese più aperto, ma Shelton non ritiene che il livello complessivo del torneo sia diminuito.
«Ci sono moltissimi giocatori che stanno esprimendo un tennis eccellente. Non credo che il livello sia particolarmente basso. Probabilmente il tabellone è persino più competitivo rispetto a quello del Canada dello scorso anno, considerando la forma di alcuni partecipanti».
«Naturalmente si crea un’opportunità quando Sinner e Alcaraz non sono presenti, ma non è qualcosa a cui penso troppo. Non sono un giocatore che studia continuamente il tabellone: mi concentro semplicemente sull’avversario che devo affrontare».
Il rapporto con l’atmosfera di Montreal
Shelton ha infine raccontato le sensazioni provate entrando sul campo centrale davanti al pubblico canadese. Il sostegno degli spettatori rappresenta uno degli elementi che rendono speciale il torneo, anche se lo statunitense affronta solitamente gli ultimi momenti prima della partita ascoltando musica con le cuffie.
«È fantastico. Indosso sempre le cuffie e probabilmente non riesco a sentire tutto il rumore, ma vedere i tifosi gridare e mostrare il proprio entusiasmo è davvero bello. È una delle caratteristiche che rendono speciale questo torneo».
Meno gradita, almeno per il momento, è l’intervista effettuata immediatamente prima dell’ingresso in campo: «Non sono ancora abituato e non posso dire di esserne un grande appassionato, ma è una cosa alla quale dovrò adattarmi».
Al terzo turno Shelton affronterà Zizou Bergs. Le numerose sorprese hanno ampliato le sue possibilità di difendere il titolo, ma l’americano non vuole modificare il proprio approccio: un incontro alla volta, con la consapevolezza che sul cemento nordamericano può diventare uno dei grandi protagonisti della seconda parte della stagione.
