Elena Rybakina ha conquistato la finale dello US Open 2026 superando Coco Gauff al termine di una partita combattuta. Una vittoria arrivata in rimonta e in un contesto particolarmente favorevole alla statunitense, con il pubblico dell’Arthur Ashe Stadium schierato dalla parte della padrona di casa. Per la kazaka, però, la chiave è stata riuscire a rimanere concentrata sul proprio gioco nei momenti più delicati.
“È stata una partita fantastica, molto equilibrata. Sono felicissima e orgogliosa”, ha raccontato Rybakina al termine dell’incontro. Il successo rappresenta anche il risultato di un percorso di crescita nei momenti decisivi, dopo alcune sconfitte al terzo set negli Slam delle ultime stagioni.
“Penso di avere ora una squadra molto buona intorno a me, delle persone valide. Questo sicuramente aiuta. Nell’ultimo anno sono successe molte cose fuori dal campo, mentre ora tutta la mia attenzione è concentrata sul tennis”, ha spiegato la kazaka. A fare la differenza, secondo Rybakina, sono stati anche il lavoro quotidiano e l’esperienza accumulata nel circuito: “Abbiamo fatto un ottimo lavoro, prendendo le decisioni giuste nelle varie situazioni. Ogni giorno è una sfida. Penso che tutti questi aspetti messi insieme, oltre all’esperienza degli ultimi anni nel circuito, mi abbiano portato a ottenere questi risultati”.
Adesso l’ultimo ostacolo sarà Aryna Sabalenka, avversaria già affrontata diverse volte e con la quale Rybakina ha spesso dato vita a sfide molto equilibrate. “È una giocatrice molto aggressiva. È difficile affrontarla, sia mentalmente che fisicamente, perché ha un gioco molto potente e un grande servizio”, ha detto.
La kazaka sa già cosa servirà per provare a conquistare il titolo: “Dovrò arrivare con tutte le energie che avrò, mettere in campo il mio miglior servizio contro Aryna e prendere le decisioni giuste nei momenti giusti, perché nella maggior parte dei casi i nostri punteggi sono molto equilibrati. È proprio lì che una decisione può fare la differenza”.
Rybakina ha poi parlato del rapporto con il proprio corpo e dell’importanza della squadra che la accompagna: “Non mi sento più giovane, ma mi sento giovane. Ovviamente il mio corpo, con il passare degli anni, presenta alcune cose che non se ne vanno completamente. Alcuni problemi rimangono e dobbiamo sempre lavorarci”. E proprio per questo, ha sottolineato, “avere le persone giuste è importante. Senza di loro sarebbe molto difficile raggiungere un livello così alto”.
La finale non sarà però un’occasione da vivere con eccessiva pressione. Rybakina guarda alla sfida con Sabalenka consapevole dell’equilibrio tra le due e delle opportunità che il calendario offrirà ancora: “Visto che si tratta di una finale, sinceramente penso che non importi chi hai dall’altra parte della rete. Vuoi solo vincere e fare del tuo meglio. Ma non voglio mettermi troppa pressione, perché siamo tutte molto vicine in classifica. Anche se qualcosa dovesse andare storto in finale, avrei comunque altre opportunità e altri tornei fino alla fine dell’anno”.
Un atteggiamento che riflette anche la consapevolezza maturata negli anni: “Quando giochiamo queste partite ci spingiamo a vicenda e puoi vedere chiaramente su cosa devi lavorare di più. Penso sia una cosa positiva affrontare una giocatrice che ti porta al limite”.
