Adriano Panatta lancia un allarme sulla tenuta fisica dei protagonisti del circuito. Intervenuto alla Domenica Sportiva, l’ex campione azzurro ha invitato a ripensare la programmazione dei tennisti, sottolineando quanto il gioco moderno sia diventato impegnativo. Un tema tornato centrale anche per l’assenza di Jannik Sinner, il cui rientro resta atteso.

“Gli infortuni sono aumentati di più del 100%”, ha affermato Panatta, esprimendo la propria preoccupazione per le conseguenze dell’intensità raggiunta dal tennis attuale: “I giocatori oggi dal punto di vista sia dalla parte inferiore del corpo sia della parte superiore, quello che si usa anche per maneggiare la racchetta, giocano in maniera veramente spaziale perché si muovono a 200.000 all’ora e colpiscono la palla sempre con grande forza”.

Per Panatta, il confronto con il passato deve quindi tenere conto di uno sforzo profondamente diverso, tanto sul piano atletico quanto su quello mentale.

“Un loro torneo come sforzo fisico e mentale vale come due dei nostri. Per cui devono fare una programmazione diversa”, ha spiegato. “Non si può più fare come trent’anni fa, anche noi giocavamo fino a 28 tornei l’anno, però era un altro tennis, si giocava in un’altra maniera, adesso i giocatori si fanno proprio male, al braccio, alla schiena e in tutte le articolazioni, ginocchio, spalla, caviglia, e così non va bene comunque”.

La Davis e il peso di Sinner

L’attenzione si è poi spostata sulla Coppa Davis e sulle prospettive dell’Italia. Panatta ha evidenziato quanto l’eventuale presenza di Sinner possa incidere sulle ambizioni della squadra, senza sbilanciarsi sulla possibilità di vederlo in campo a Bologna.

“L’Italia è testa di serie numero uno perché ha vinto per tre volte consecutive la Coppa”, ha ricordato, aggiungendo: “Però c’è l’Italia con Sinner e l’Italia senza Sinner: non sapevamo se giocava Pechino, figuriamoci se sappiamo se ci sarà a Bologna”.

Nel delineare i possibili protagonisti della competizione, Panatta ha richiamato anche i nomi di Carlos Alcaraz e Alexander Zverev: “C’è la Spagna che giocherà con Alcaraz e la Germania con Zverev. Potremmo avere i primi tre giocatori del mondo che giocano la Coppa Davis, credo che non accada da parecchi anni”.

Il suo auspicio è una sfida per il titolo tra italiani e spagnoli, pur riconoscendo il valore della formazione tedesca: “Dovrebbe essere una finale Italia-Spagna, io lo spero però insomma anche la Germania è molto forte”.

La fiducia in Bolelli e Vavassori

Nell’analisi di Panatta, una delle risorse più importanti dell’Italia resta il doppio. Il formato della competizione può rendere decisiva la terza partita, aumentando il peso di una coppia affiatata e competitiva.

“La Coppa Davis di adesso non è come quella 40 anni fa, perché si gioca in due su tre partite, per cui il doppio conta molto, perché spesso e volentieri si va 1-1 e noi abbiamo un ottimo doppio”, ha osservato. E su Simone Bolelli e Andrea Vavassori il giudizio è netto: “Io li metto sempre tra le prime cinque coppie del mondo”.

Il ricordo di Elena Pero

Nel suo intervento, Panatta ha dedicato anche un pensiero a Elena Pero, ricordandone le qualità professionali e umane.

“La chiamo la signora Elena Pero, è una grandissima giornalista, una grandissima professionista”, ha dichiarato. “Io non l’ho conosciuta molto bene, ma devo dire che Paolo Bertolucci, con cui ho parlato prima di venire qui in studio, mi ha detto: ‘Guarda Adriano, al di là di una grande professionista, una brava giornalista, lei è una brava donna’”.

Un ricordo accompagnato da un particolare che restituisce il rispetto di cui godeva nell’ambiente: “Lui non ha mai sentito Elena Pero parlare male di qualcuno del nostro ambiente”.