Il carrarino è stato protagonista di un ottimo esordio agli US Open 2026, con la speranza di dare una svolta ad una stagione abbastanza sfortunata
Lorenzo Musetti aveva un esordio per nulla banale agli US Open 2026, visto che dall’altra parte della rete c’era il semifinalista di Wimbledon Arthur Fery. Il carrarino ha sfoderato un’ottima performance, mettendo sotto l’avversario fin dall’inizio e chiudendo in tre set piuttosto comodi dopo poco più di due ore di gioco. La condizione dell’azzurro sta crescendo torneo dopo torneo e al secondo round partirà nettamente favorito contro la wild card australiana Dane Sweeny. Il numero 123 del mondo ha potuto beneficiare del ritiro del francese Corentin Moutet durante la terza frazione.
“La tattica oggi era quella di alzare le traiettorie e sfruttare le variazioni del mio gioco” – ha spiegato Lorenzo in conferenza stampa. “Ha funzionato tutto molto bene, anche se non sono ancora al 100%. Si trattava del mio primo match in uno Slam dagli Australian Open ad inizio anno e sono contento del livello espresso” – ha aggiunto il toscano, il cui 2026 è stato falcidiato dagli infortuni. Il più doloroso è stato quello subito in Australia, quando era avanti di due set contro Novak Djokovic nei quarti di finale sulla Rod Laver Arena. “Quell’episodio mi ha pesato più mentalmente che fisicamente. Venivo da un ottimo momento, ero ad un passo dal terzo posto del ranking ATP e l’ho presa molto male. Forse avrei dovuto chiedere più aiuto alle persone che avevo attorno, ma dagli errori si impara e non vedo l’ora di rivivere certe emozioni” – ha confessato Musetti.
L’azzurro è tornato per l’ennesima volta sulle differenze tra il rovescio ad una mano e quello a due mani: “Quello a due mani rappresenta un vantaggio al giorno d’oggi. Il tennis è diventato più veloce e il rovescio bimane è utilissimo soprattutto in risposta. Il nostro vantaggio risiede nella possibilità di variare maggiormente. Esteticamente insegnerei tutta la vita il rovescio ad un mano, ma non c’è dubbio che sul piano dell’efficenza quello a due mani sia più vantaggioso.”
